Gli inceneritori – Le alternative tra i trattamenti termici (parte 3)


Una persona un po’ informata sa che ci sono 3 tipologie di impianti termici di smaltimento rifiuti; e l’incenerimento è si il più semplice da realizzare, ma anche quello a maggiore impatto ambientale e inquinante.
Questi 3 tipi di impianto sono:

  1. inceneritori,
  2. gassificatori (da non confondere con i rigassificatori!) e
  3. pirolizzatori.

Ma ovviamente, non ci sono molti pirolizzatori in giro perchè chi ha costruito un inceneritore vuole guadagnarci il più possibile prima di cambiare attività e adottare le novità. E inoltre in Italia siamo ancora indietro nella ricerca e sviluppo di questi tipi di impianti e quindi bisognerebbe investire dei soldi o per lo meno trovare degli accordi con aziende estere che già possiedono queste tecnologie.
Ma torniamo a questi 3 tipi di “termovalorizzatori”: il primo si basa su una combustione totale di rifiuti ed è quindi l’impianto a maggior impatto ambientale.
Il secondo si basa su una combustione minima e parziale, combinata alla produzione di gas di sintesi combustibile contenente metano e idrogeno ed è quindi a minor impatto ambientale.
E il terzo si basa solo ed esclusivamente su reazioni di pirolisi che avvengono per termodecomposizione del materiale a temperature comunque più contenute, in ambiente poverissimo o, addirittura, senza ossigeno (e quindi in totale assenza di combustione) e ottenendo gas di pirolisi combustibili, simili a quelli dei gassificatori.
Questa risulta essere, ad ora, la tecnologia meno efficiente dal punto di vista di residui solidi di pirolisi (chiamato char, o bio-char se derivante da biomassa), in termini di peso, ma allo stesso tempo la meno inquinante dal punto di vista delle emissioni.
Purtroppo queste ultime tecnologie, nonostante la gassificazione del carbone fosse una pratica nota e usuale già durante la seconda guerra mondiale, sono state riscoperte solo di recente e, come dicevo sopra, non sono così mature quanto l’incenerimento, ad ora scelto solo perchè è una tecnologia semplice.
Ma perchè nessuno ne parla, però? Non sono forse questi campi dove spendere in ricerca e sviluppo? E dove vanno invece i finanziamenti, che potrebbero dar da mangiare ai nostri eccellenti scienziati pronti a sviluppare questi processi virtuosi?
Non vogliamo spendere questi 4 soldi in questi processi del futuro? Va bene… e allora, all’estero c’è nessuno che ha raggiunto una buona maturità in uno di questi processi?
Ma porca miseria… mi scaldo quando parlo o scrivo ste cose… devo dirle io queste cose a quei vecchi che ci governano, che prendono un sacco di soldi per “lavorare” e “rappresentarci” (e fare assenteismo!), sempre pronti a farsi vedere in televisione per qualche gettone di presenza o per farsi belli con l’opinione pubblica, ma che assolutamente non pensano al nostro futuro, ma solo alle loro tasche e a difendere la sedia sulla quale poggiano il culo, senza la alcuna minima conoscenza della tecnologia odierna perchè c’hanno minimo 70 anni e, 1o chi glielo fa fare a studiarsi e capire processi nuovi e 2o tanto chi se ne frega, perchè tanto creperanno prima di soffocarci nella me*da!

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