Archivio per settembre, 2009

RAI, l’altra faccia di Mediaset!

Purtroppo eccomi di nuovo a criticare l’operato statale.
Ricordiamo che la RAI dovrebbe essere la nostra televisione PUBBLICA… come dice qualcun’altro, sono i nostri dipendenti…
Ma allora qualcuno mi spiega perchè la RAI fa tutto e solo quello che dice Berlusconi? L’unica isoletta che ancora cerca di dire la sua in modo indipendente è RAI3 e proprio per questi suoi atteggiamenti “troppo liberi”, eccoci a voler cambiare i vertici al comando della terza rete.
Naturalmente le voci sono molteplici… c’è chi grida al complotto e c’è chi dice si voglia metterle il solito fidato berlusconiano al controllo della rete, per tagliare le gambe anche all’ultima voce fuori dal coro.
Io son stufo di dire e pensare queste cose… però ci sono dei comportamenti che mi lasciano completamente basito…

Intanto, le trasmissioni più seguite e più intelligenti (dico così per eliminare tutta la TV spazzatura contenente i purtroppo troppo seguiti reality anestetizzanti), sono ‘AnnoZero’, ‘Report’ e ‘Ballarò’.
Una delle trasmissioni più di parte e meno informativa della RAI è invece ‘Porta a porta’.
Fantastico, nel giro di un paio di settimane sono state toccate tutte dalle forze oscure della “nuova Propaganda”… come?
Così:

  1. Porta a porta, spostato nel palinsesto per essere trasmesso in prima serata, in onore del lavoro svolto da Berlusconi a L’Aquila;
  2. Ballarò, spostata la data di apertura del programma alla settimana successiva per lasciare più audience possibile alla trasmissione Porta a porta, atta a dimostrare agli italiani che il nostro Superman sta facendo qualcosa di concreto;
  3. Report, eliminata la copertura legale al programma, programma andato in tribunale diverse volte, ma senza mai perdere una sola causa;
  4. AnnoZero, ritardi nello stipulare i contratti con tutti i collaboratori del programma, contratti tra i quali non raffigura ancora Travaglio, che non si sa se parteciperà come collaboratore o come ospite per tutta la serie del programma.

Allora, qualuno mi spiega per cortesia cosa sta succedendo?
La Gabanelli è una persona in gambissima che presenta un programma bellissimo. E’ una giornalista “d’assalto”, chiamata in tribunale diverse volte, ma che non ha mai perso una causa… che gesto è quello di togliere la copertura legale al programma?
Un’intimidazione? Così dovranno pagarsi gli avvocati? Il programma racconta della verità scomoda ed è ovvio che in molti provino a metterli KO con cause legali… perchè non “proteggerli” più, se effettivamente non hanno mai perso una causa?
Sembra un ricatto a non raccontare più le verità scomode…

Santoro è una persona rispettabile, non piace a tutti, ma sta guadagnando un consenso formidabile.
Inoltre il suo programma è uno di quelli che incassa di più di tutti dagli introiti pubblicitari, quindi non ha forse la RAI interesse a mandarlo in onda? Ripetiamo che la RAI è pubblica (o almeno dovrebbe…) e dovrebbe fare i calcoli di quanto guadagna con AnnoZero e di quanto perderebbe nel perdere consensi sul programma… qui qualcosa non va. Sembra quasi come se una forza superiore fosse sfavorevole a questo programma, anch’esso dedito a raccontare verità scomode, e stia pressando per controllare maggiormente il programma, inserendo personaggi fidati e rallentando l’entrata di personaggi scomodi… il programma probabilmente lo avrebbero già chiuso, se avessero potuto… e ci hanno provato! Peccato che Santoro in causa con i vertici RAI deve trasmettere per una sentenza definitiva della Cassazione… gatta ci cova, sempre di più…

Ballarò sinceramente non mi piace moltissimo, ma devo dire che anch’esso, nel suo piccolo, dichiara qualche verità scomoda. Certo non nella misura degli altri programmi, ma nel suo piccolo sembra comunque cercare una sua corrente, talvolta forse pilotata, talvolta in leggera controtendenza… e naturalmente avere un possibile programma concorrente durante la serata dedicata al divinizzare il Presidente del Consiglio, non è benvoluto…

Ma benvoluto da chi? L’unico che ci guadagna qualcosa, sembra essere proprio Berlusoni?! O no?
L’unica persona che potrebbe avere il potere e interesse a far tutte queste cose contemporaneamente sembra proprio essere il nostro Superman!!!
Quindi, secondo me, o sono tutte coincidenze astrali o il nostro Clark Kent ci ha messo lo zampino…
Voi che dite?

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Parla il Berluscones Feltri… è l’ora dell’attacco a Fini!

Preso dal seguente articolo del Giornale… faccio tutte le citazioni del caso… così che possiate andare a trovarvi l’articolo se vi interessa! Proseguiamo…

IL PRESIDENTE FINI E LA STRATEGIA DEL SUICIDIO LENTO

Ultima chiamata per Fini: o cambia rotta o lascia il Pdl

di Vittorio FeltriIl GiornaleLunedì 14 Settembre 2009

cito solo l’ultima parte dell’articolo, dopo aver già “avvisato” il camerata Fini:
“… Non gli è permesso tenere un piede nella maggioranza e uno nell’opposizione.
Deve risolversi subito.
E ricordi che bocciato un Lodo Alfano se ne approva un altro, modificato, e lo si manda immediatamente in vigore.
Ricordi anche che delegare i magistrati a far giustizia politica è un rischio.
Specialmente se le inchieste giudiziarie si basano su teoremi.
Perché oggi tocca al premier, domani potrebbe toccare al presidente della Camera.
È sufficiente – per dire – ripescare un fascicolo del 2000 su faccende a luci rosse riguardanti personaggi di Alleanza nazionale per montare uno scandalo.
Meglio non svegliare il can che dorme.
Inoltre, valuti Fini, che se la Lega si scoccia e ritira la sua delegazione, il voto anticipato è inevitabile.
Allora per lui, in bilico tra destra e sinistra, sarebbe una spiacevole complicazione.”

Vi giuro, che non ho parole… bocciato un Lodo Alfano, se ne fa un altro… minaccie per faccende a luci rosse che sanno solo loro…
Butei, siamo alle asse… ora ditemi voi se il Giornale fa informazione o propaganda politica…

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Berlusconi a L’Aquila! Ciò che non ha fatto!

Mi scuso per la citazione e il furto dell’immagine, ma in questo periodo in cui la RAI è impazzita, togliendo la tutela legale a Report, non rinnovando i contratti con i vari collaboratori di Annozero e Santoro, facendo slittare la partenza di Ballarò e mettendo Porta a Porta con il fotocartaigienico Bruno Vespa…. BRUNO VESPA!!!!!… e tutto questo solo per elogiare il cavaliere e tutti i suoi lavori fatti e svolti a L’Aquila…

Ma vorrei proprio vedere cosa ha fatto a L’Aquila… vai a parlarne ad Annozero e vediamo cosa dici… facile andare da Zerbino Vespa…

Comunque… guardate questa immagine…

Silvio Berlusconi a L'Aquila
Silvio Berlusconi a L’Aquila

L’ho presa da VoglioScendere, da un magnifico articolo di Corrias, che voglio linkare:
http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2329400.html

Buona lettura… guardate quanto ha fatto il vostro amico Silvio…
e diffidate dell’informazione di Vespa… non fa informazione, ma propaganda… o meglio Propaganda Due!

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Le alternative agli inceneritori e al nucleare

I nostri politicanti fanno finta di non sapere che gli inceneritori sono un suicidio e una fonte di problemi infinita, anzi cercano di smentire e di convincervi che sono necessari, senza informare realmente sulle alternative.

Le alternative sono:
raccolta differenziata (a Verona non si fa ancora, a Villafranca nemmeno… sono tantissimi i comuni che non la fanno ancora!);
impianti di differenziazione della frazione “secca” dei rifiuti (impianti che aiutano a fare la differenziata, sul non-differenziato;
modernizzazione delle centrali elettriche esistenti, che raddoppierebbero la loro produzione di energia elettrica (è vero! dal 30% al 60%!), consumando la metà. Quindi inquinando la metà avremo la stessa energia, bello no? Oppure consumando la stessa quantità avremmo il doppio di energia, leggetelo un po’ come vi pare!;
incentivi alla produzione di energia elettrica localizzata (ossia non con pochi grossi impianti, ma con tanti piccoli impiantini, anche domestici), che siano essi:
1) fotovoltaici elettrici (sole=elettricità),
2) solari termici (sole=calore+acqua calda),
3) eolici (aria=elettricità),
4) geotermici (terreno=calore+acqua calda).
Questi impianti, se incentivati, non costano molto, producono energia elettrica e termica, si ripagano in periodi che vanno da 5 a 15 anni, fanno risparmiare sulle bollette, limitano i consumi, non inquinano e fanno anche guadagnare qualcosina, rivendendo l’energia prodotta in eccesso!

E voi mi direte… ma allora perchè non li fanno tutti?
Perchè non si conoscono, non vengono pubblicizzati perchè le autorità e le amministrazioni ne sono spaventati, perchè se uno si produce l’energia poi non paga più le bollette. Ti immagini quanto risparmiereste se voi non doveste mai più pagare l’ENEL e il GAS?

Non so se lo sapete, ma ora voi date da bere alle piante in giardino con l’acqua potabile e tiri l’acqua del water usando sempre acqua potabile. Perchè, visto che l’acqua potabile costa?
Ci sono impianti di ricircolo e purificazione dell’acqua piovana, che costano poco!, che ti permettono di tirare l’acqua del water con l’acqua piovana purificata (è trasparente e pulita lo stesso!) e inoltre puoi dare da bere al giardino, all’orto e ai campi sempre con quest’acqua, che non ti costa niente, perchè è quella piovana che tu raccogli in un serbatoio! Si potrebbe addirittura utilizzare l’acqua di scarico della lavatrice o della lavastoviglie per il water! Le possibilità sono tantissime!
Con questi impianti si dimezzerebbero i consumi di ACQUA POTABILE, dimezzando così anche quella bolletta…

Senza dover pagare più LUCE e GAS e pagando metà dell’ACQUA, quanto risparmiereste? TANTO… e inquinereste meno, migliorando la qualità dell’aria che vi sta attorno, quindi campando in media più anni.
Ma tutte queste cose non le dico solo io… le dicono milioni di studiosi, ricercatori e tra gli scienziati tra i più importanti al mondo.
Ma quelli che si spacciano per i nostri rappresentanti, che dovrebbero pensare al bene di tutti, non te lo dicono, perchè ci sono troppi interessi dietro.

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L’inefficienza delle centrali nucleari

Per valutare l’efficienza energetica di impianti di produzione di energia elettrica, si usano alcuni indici (tra questi uno si chiama EROI), che valutano l’energia ricavata per unità di energia spesa.
Cosa vuol dire?
In soldoni, si prende un pezzo di carbone, quel carbone è costato tot e per estrarlo c’è stato bisogno di spendere 3 di energia. In una centrale a carbone, riesco ad ottenere 8 di energia…
8-3-(costo+trasporto del materiale)=più o meno 5, quindi è conveniente.
Il discorso non è così semplice, in realtà, ma è un buon esempio per capire come funziona. Inoltre spesso non si tiene conto di emissioni, impatto ambientale, studi epidemiologici sulla salute degli esseri viventi e soprattutto sull’essere umano. Secondo me bisognerebbe dare un valore economico all’inquinamento ambientale, valori di emissioni leggermente inquinanti si paga un po’, valori di emissioni molto inquinanti si paga tantissimo! Così, i cementifici che inquinano moltissimo, più degli inceneritori stessi, diventerebbero fuorilegge e sconvenienti economicamente, quindi si svilupperebbero metodi più efficaci di abbattimento delle polveri e si costruirebbe meno.

Tutto questo per dire cosa?
Riguardo al nucleare, i costi energetici di estrazione dell’uranio-235 (quello usato nelle centrali) supera l’energia che questo materiale radioattivo può dare (non è sempre vero… più o meno in media quello che consumo è quello che posso produrre, che vuol comunque dire che non è efficiente ed è inutile!), senza tener conto che poi non si sa come smaltire le scorie, che ovunque vengano messe inquinano ambiente, terreni, falde acquifere.
Allora voi mi direte, perchè lo estraggono se costa di più estrarlo che usarlo per produrre energia?
Perchè lo estraggono nei paesi poveri, dove mandano qualche negretto a fare il lavoro sporco (e muore anche tanta gente!) e dove l’energia costa poco, per poi trasportarlo nei paesi più ricchi (Italia compresa), dove il ritorno economico è maggiore.
Cioè, sempre in soldoni, lo estraggono nel terzo mondo spendendo 10 kilowatt di energia, ad 1 centesimo al kilowatt per poi ri-trasformarlo in energia nei paesi più ricchi, ottenendo 6/7 kilowatt, che però rivendono a 1 euro al kilowatt… il guadagno è ovvio, come è ovvio che il bilancio energetico è negativo e che energeticamente non conviene! Anche questo discorso andrebbe affrontato meglio, ma questo vuole essere un esempio giusto per capire.

Quindi, il nucleare in Italia è tutta speculazione di soldi pubblici… ci saranno i soliti, Marcegaglia, Impregilo, etc..etc.. che costruiscono impianti che portano ad un impatto ambientale che distruggerà l’Italia, che alzerà i tassi di mortalità per tumore, cancro, per malattie cardiovascolari e respiratorie, solamente per intascarsi qualche milionata di soldi pubblici.

Inoltre, il fabbisogno di Uranio per le centrali esistenti è maggiore dell’Uranio estratto, ad ora. Figuriamoci aggiungendo il fabbisogno di centrali che verranno pronte fra 10 anni! La presenza di uranio-235 al mondo è in declino, abbiamo superato la metà delle scorte mondiali ed ora ce ne sarà sempre meno e costerà sempre di più! Tale tecnologia è morta!!! Inefficiente, costosa e inquinante… le ha tutte per non essere sviluppata e dovremmo tutti ribellarci, anche incatenandoci ai cantieri, chiedendo dialogo con le amministrazioni, chiedendo di finire in televisione a dire quello che i giornali non dicono! Ci spacciano il nucleare come una soluzione, che non è!

Solo per fare un confronto, la Germania, che Dio se la prendi (lo dico solo per invidia, non fraintendetemi!), ha rifatto un sondaggio di recente, e ha oltre i 2 terzi della popolazione che è contraria al nucleare. Hanno fatto un piano energetico riguardante i loro 19 reattori nucleari che prevede lo spegnimento di tutti questi reattori entro il 2021.
Inoltre, Berlino di recente ha dichiarato di voler soddisfare il fabbisogno di tutte le sue utenze private con energia derivante da fonti rinnovabili entro il 2015 e di voler soddisfare il fabbisogno energetico totale della città, comprensivo di centri commerciali e industriali, più “energivore” entro il 2025.
Berlino, una delle metropoli più grandi e importanti di tutta Europa.

E noi Italiani, stiamo pensando al rilancio di inceneritori e nucleare.

In Italia gli impianti medi dell’Enel hanno un efficenza pari al 30%. Vuol dire che prendiamo petrolio che potrebbe produrre 100Kw, ne estraiamo 30 da immettere nella rete e 70 li buttiamo via sotto forma di calore. Gli impianti di ultima generazione, possono produrre fino al 60% di energia elettrica, in coogenerazione con una produzione aggiuntiva in coogenerazione pari al 20/30% di energia termica, da distribuire alle case sotto forma di calore o acqua calda, con rese di punta che possono arrivare quasi al 90%.
Sarebbe interessante, ecologico (meno consumi, meno emissioni), sano (meno emissioni, meno malattie), meno dispendioso (meno consumi, meno spese e maggiori rese) fare riadattamenti di centrali elettriche esistenti per modernizzarle e aumentarne l’efficienza, invece di proporre la costruzione di nuove centrali, tra le quali le nucleari, che sono in assoluto le più problematiche dal punto di vista di un futuro sostenibile.

Ma questo non si dice, perchè bisogna mangiare i soldi pubblici (ossia quelli dei vostri F24, che sperate di ritrovarvi nella pensione, che forse non vedrete mai!), con impianti inefficienti che porteranno malattie e danni all’ambiente… tutto questo solo per fottere qualche milionata di euro statali, ossia soldi nostri, delle nostre tasse… inoltre vorrei ricordare che una centrale nucleare costa qualche MILIARDO di euro, e non semplici milionate… forse con una miglior gestione dei soldi pubblici potremmo ridurre la pressione fiscale italiana, che nel 2009 ha raggiunto il picco massimo storico!

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Rivogliamo Annozero, Michele Santoro e Marco Travaglio (secondo spot)

Inserisco il secondo spot pubblicitario di Annozero, spot che dovrebbe essere in onda sulle reti RAI, ma che la RAI non vuole trasmettere.

Forza Michele… la prossima da salvare sarà la Gabanelli…

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Rivogliamo Annozero, Michele Santoro e Marco Travaglio

Dalle ultime dichiarazioni, sembra verosimile che Annozero non vada in onda o che parta in ritardo… contro quello che già aveva deciso la Corte di Cassazione, quando già un’altra volta avevano tentato di chiudere uno, forse l’unico assieme a Report, programma libero e di libera informazione!

Michele Santoro lancia un appello a tutti i blogger di far girare i suoi video promozionali su Annozero. Io rispondo all’appello!

Non lasciamo che ci cancellino dal palinsesto gli unici programmi sulla TV pubblica (TV PUBBLICA RIPETO!) che fanno informazione.

Michele Santoro e Marco Travaglio, io sto con voi!

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Lettera aperta al Presidente della Camera dei Deputati – Giancarlo Fini

Ho inviato una mail a Giancarlo Fini.
Se la pensate come me, vi invito a fare altrettanto cliccando qui!
Di seguito il testo della mail che ho mandato… siate liberi di copiare, citare, cambiare o di scrivergli quello che volete!

“Buongiorno Presidente,
le scrivo per darle il mio appoggio nella sua guerra contro Berlusconi.
Purtroppo il Premier non mi rappresenta più.. in tutti i suoi inciuci con la mafia (vedi Previti, Mangano, Dell’Utri, Ciancimino, Gelli, e chi più ne ha più ne metta… comincio a pensare anche a Strano e a Sgarbi con tristezza!), con i suoi family day e al contempo stesso le escort e le minorenni, con il suo dominio dei mezzi d’informazione, con la lotta che non condivido contro Genchi e la magistratura in generale, con il suo falso moralismo, con la sua influenza sul Giornale (fatto strano vista la legge Mammì.. gli stessi Feltri e Bocchino hanno dichiarato che è Silvio l’editore del Giornale e non Paolo, Feltri in un suo articolo, Bocchino alla trasmissione “La zanzara” questa sera su Radio24), la causa Mondadori, la causa per MediaTrade&CO, l’anticostituzionale lodo Alfano (il lodo salva-Berlusconi, anche detto), il processo Mills, i vari falsi in bilancio, etc..etc..etc…..
Ce n’è sempre di più, e siamo sempre di più noi che apriamo gli occhi!
La rete sta crescendo e sta prendendo consapevolezza di se e di quello che gli accade attorno!

Faccia la scelta giusta… solo io conosco almeno una cinquantina di persone che ritengono di essere di destra, ma che non ne possono più di Berlusconi!
Io stesso voto Italia Dei Valori… e mi ritengo di destra! Io ho bisogno di una destra, magari volta al sociale per garantire un benessere agli italiani medi, ma ad ora voto IDV perchè voglio che venga fatta pulizia in politica!
Se lei si distacca da Berlusconi, facendo una sua destra, senza alleanze con PDL, Lega, UDC o PD, ma solo con IDV se fosse necessario, io la voterei! E come me tanti altri! Tanto si sa, destra e sinistra sono morte, non esistono più! Sono concetti ben radicati nella testa dei più ignoranti, ma li smantelleremo presto!

Ci stupisca…

Un cittadino deluso”

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Se telefonando… di Gioacchino Genchi e Gianni Barbacetto

Oggi mi sento di citare l’ultimo post che Gioacchino Genchi scrive sul suo blog… così, giusto per essere un altra persona che ne tiene traccia, se mai dovesse esistere una censura che cancella queste cose è meglio averne più copie e divulgare il tutto più possibile!

Questo era un articolo pubblicato sul Diario di Enrico Deaglio il 21 marzo 2003. Ora è più attuale di allora!

Prima di iniziare… Gioacchino, io sono con te!

Titolo: Se telefonando …

C’è un contatto diretto, nel 1994, tra Silvio Berlusconi
e un uomo al lavoro per costruire il «partito di Cosa nostra».
È emerso al processo palermitano per mafia contro Dell’Utri

di Gianni Barbacetto

C’è stato un contatto telefonico diretto, nel 1994, agli albori di Forza Italia, tra Silvio Berlusconi e un uomo allora impegnato a costruire «il partito di Cosa nostra». Lo ha raccontato un consulente della procura di Palermo, Gioacchino Genchi, in una delle udienze del processo in corso nella città siciliana con imputato Marcello Dell’Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. A telefonare ad Arcore, al numero riservato di Berlusconi, alle ore 18.43 del 4 febbraio 1994, è il principe Domenico Napoleone Orsini.

Esponente dell’aristocrazia nera romana, massone, Orsini è in contatto con il capo della P2 Licio Gelli, che va anche a incontrare a villa Wanda, ad Arezzo. Dopo una gioventù nell’estrema destra neofascista, nei primi anni Novanta Orsini si scopre leghista. Nel novembre 1993 accoglie Umberto Bossi che scende nella Roma ladrona per incontrare i suoi sostenitori nella capitale: si riuniscono nella villa di Trastevere di Gaia Suspisio per una cena e brindisi con Veuve Cliquot, costo politico centomila lire, a cui partecipano, tra gli altri, il giornalista Fabrizio Del Noce, la vedova del fondatore del Tempo Maria Angiolillo e Maria Pia Dell’Utri, moglie di Marcello. Mentre viene servita la crostata di frutta, Bossi si avventura in un comizio di tre quarti d’ora, che si conclude solo quando la brigata si trasferisce al Piper, storica discoteca romana.Orsini si impegna nella Lega Italia federale, articolazione romana della Lega nord. Ma, forte dei contatti con Gelli, lavora per un progetto più ampio: riunire tutti i movimenti «separatisti», tutte le «leghe» nate in quei mesi nel Sud del Paese. Sono per lo più uomini della massoneria a fondare in molte regioni del Sud, dalla Calabria alla Lucania, dalla Puglia alla Sicilia, piccoli gruppi che si ispirano alla Lega di Bossi. I partiti storici, Dc in testa, sono allo sbando, anche per effetto delle inchieste di Mani pulite. Molti lavorano sotto traccia per riempire quel vuoto politico, mentre le stragi del ‘92, in cui muoiono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e del’93, a Firenze, Roma e Milano, destabilizzano il Paese.

Il principe Orsini è tra i più attivi in quei mesi: contatta i notabili che hanno fondato le «leghe del Sud», li riunisce, si offre come loro candidato unico alle elezioni, proponendo la costituzione di un’unica, grande «Lega meridionale», in rapporti ambivalenti con la Lega di Bossi: contrapposizione polemica, dichiarata riscossa del Sud contro il Nord, ma sostanziale alleanza e convergenza d’intenti, nel comune progetto di spezzare e frantumare l’Italia. Nello stesso periodo, qualcun altro era molto attivo negli stessi ambienti. Lo racconta Tullio Cannella, uomo molto vicino al capo militare di Cosa nostra, Leoluca Bagarella, impegnato nelle stragi: «Sin dal 1990-91 c’era un interesse di Cosa nostra a creare movimenti separatisti; erano sorti in tutto il Sud movimenti con varie denominazioni, ma tutti con ispirazioni e finalità separatiste. Questi movimenti avevano una contrapposizione “di facciata” con la Lega nord, ma nella sostanza ne condividevano gli obiettivi. Successivamente, sorgono a Catania il movimento Sicilia libera e in altri luoghi del Sud movimenti analoghi. Tutte queste iniziative nascevano dalla volontà di Cosa nostra di “punire i politici una volta amici”, preparando il terreno a movimenti politici che prevedessero il coinvolgimento diretto di uomini della criminalità organizzata o, meglio, legati alla criminalità, ma “presentabili”». È la mafia che si fa partito: dopo aver constatato l’inutilizzabilità della Democrazia cristiana, che aveva lasciato diventare definitive le condanne al maxiprocesso di Palermo, Totò Riina e i suoi cercano figure «presentabili» per varare in proprio una nuova forza politica.

«Nell’ottobre 1993», continua Cannella, «su incarico di Bagarella costituii a Palermo il movimento Sicilia libera», che apre una sede in via Nicolò Gallo e ha tra i suoi animatori, oltre allo stesso Cannella, anche Vincenzo La Bua. A Catania era nata la Lega Sicilia libera, controllata da Nando Platania e Nino Strano. Programma: la separazione dall’Italia della Sicilia, che doveva diventare «la Singapore del Mediterraneo», con conseguente possibilità di varare leggi più favorevoli a Cosa nostra, bloccare i «pentiti», annullare l’articolo 41 bis dell’ordinamento carcerario che aveva introdotto il carcere duro per i mafiosi, formare in Sicilia una autonoma Corte di cassazione…

I fondatori di «cosa nuova»

Agli uomini di Cosa nostra non sfugge fin dall’inizio che questo progetto è ambizioso e di difficile realizzazione. Per questo si lasciano aperta un’altra possibilità: cercare rapporti e offrire sostegno a nuove forze politiche nazionali che stanno nascendo sulle rovine del vecchio sistema dei partiti. «Le due strategie già coesistevano», racconta Cannella, «e lo stesso Bagarella sapeva della prossima “discesa in campo” di Silvio Berlusconi».

È Forza Italia, dunque, la carta di riserva di Cosa nostra. I suoi uomini sono informati in anticipo, attraverso canali privilegiati, dei programmi di Forza Italia. Li conoscono addirittura prima che il nome Forza Italia sia lanciato da Berlusconi sul mercato della politica. Prosegue infatti Cannella: «Bagarella, tuttavia, non intendeva rinunciare al programma separatista, perché non voleva ripetere “l’errore” di suo cognato (Riina, ndr), cioè dare troppa fiducia ai politici, e voleva, quindi, conservarsi la carta di un movimento politico in cui Cosa nostra fosse presente in prima persona. Inoltre, va detto che vi era un’ampia convergenza tra i progetti, per come si andavano delineando, del nuovo movimento politico capeggiato da Berlusconi e quelli dei movimenti separatisti. Si pensi Si pensi al progetto di fare della Sicilia un porto franco, che era un impegno dei movimenti separatisti e un impegno dei siciliani aderenti a Forza Italia. Si pensi ancora che, all’inizio del 1994, da esponenti della Lega nord (Tempesta, Marchioni e il principe Orsini), con i quali avevo avuto diretti contatti, ero stato notiziato dell’esistenza di trattative fra Bossi e Berlusconi per un apparentamento elettorale e per un futuro accordo di governo che prevedeva, fra l’altro, il federalismo tra gli obiettivi primari da perseguire. Marchioni mi aveva riferito che un parlamentare della Lega nord, questore del Senato, aveva confermato che il futuro movimento, che avrebbe poi preso il nome di Forza Italia, aveva sposato in pieno la tesi federalista».

Giovanni Marchioni, un imprenditore vicino alla Lega Italia federale, l’articolazione romana della Lega nord, ha confermato che i promotori delle «leghe del Sud» si sono riuniti a Lamezia Terme. Erano presenti, tra gli altri, La Bua e Strano per Sicilia libera, oltre ai rappresentanti di Calabria libera, Lucania libera e Campania libera. In questa occasione il principe Orsini si propone come candidato unico del futuro raggruppamento di tutte quelle organizzazioni. Orsini conferma tutto ai magistrati palermitani e ammette «di avere chiaramente intuito il tipo di interessi che Sicilia libera intendeva tutelare», scrivono i magistrati di Palermo, «specialmente dopo che Cannella gli disse esplicitamente che “occorreva tenere un discorso all’Ucciardone per poi perorare la causa del noto 41 bis dell’ordinamento penitenziario”».

Già verso la fine del 1993, comunque, un boss di Cosa nostra impegnato in prima persona nella strategia delle stragi avverte Cannella che quella del movimento separatista non è l’unica via: «Nel corso di un incontro con Filippo Graviano, questi, facendo riferimento al movimento Sicilia libera di cui ero notoriamente promotore, mi disse testualmente: “Ti sei messo in politica, ma perché non lasci stare, visto che c’è chi si cura i politici… Ci sono io che ho rapporti ad alti livelli e ben presto verranno risolti i problemi che ci danno i pentiti». Graviano e, nell’ombra, Bernardo Provenzano, nei mesi seguenti constatano che la strada separatista non è percorribile. È in questo clima che si intrecciano rapporti frenetici tra esponenti delle «leghe» e uomini di Forza Italia.

Gioacchino Genchi è un poliziotto esperto in analisi dei traffici telefonici. Da tempo è in aspettativa dalla Polizia e dal suo ufficio di Palermo pieno di computer svolge il ruolo di consulente per diverse procure italiane. Per quella di Palermo ha analizzato, con i suoi programmi e i suoi data base, i flussi telefonici dei protagonisti della stagione di Sicilia libera. Scoprendo nei tabulati della Telecom e degli altri gestori telefonici una serie di contatti insospettabili.

Quel 4 febbraio 1994

Il giorno chiave è il 4 febbraio 1994. Il principe Orsini alle 10.50 telefona a Stefano Tempesta, esponente leghista vicino a Sicilia libera. Nel primo pomeriggio, alle 15.55, raggiunge al telefono Cannella, l’inviato di Bagarella nella politica. Subito dopo, alle 16.14, chiama la sede di Sicilia libera a Palermo. Alle 18.43 chiama Arcore: il numero è quello riservato a cui risponde Silvio Berlusconi. Immediatamente dopo chiama Marcello Dell’Utri. Alle 19.01 telefona di nuovo a Tempesta, che raggiunge ancora alle 19.20. Nei giorni successivi i contatti di Orsini continuano. Il 7 febbraio 1994, alle 17.34, chiama Sicilia libera. Il giorno dopo parla due volte con Dell’Utri. Il 10 febbraio alle 13.26 telefona a Cesare Previti. Il 14 febbraio contatta ancora Dell’Utri e, alle 16.04, Vittorio Sgarbi.

L’analisi al computer dei tabulati di migliaia di telefonate, naturalmente, non può far conoscere i contenuti dei contatti. Ma rivela i rapporti, le connessioni. Un deputato regionale siciliano dell’Udc, Salvatore Cintola, per esempio, nel periodo tra il 9 ottobre 1993 e il 10 febbraio 1994 chiama 96 volte il cellulare di Tullio Cannella, l’uomo di Sicilia libera. In quei mesi cruciali a cavallo tra il ‘93 e il ‘94 sono molti i contatti tra la sede di Sicilia libera e i numeri della Lega nord, a Roma, a Verona, a Belluno. Poi, quando l’opzione «leghista» tramonta, crescono i rapporti telefonici con uomini di Forza Italia. Gianfranco Micciché, Gaspare Giudice, Pippo Fallica, Salvatore La Porta. E Giovanni Lalia, che di Forza Italia siciliana è uno dei fondatori. È lui che dà vita al club forzista di Misilmeri, che anima il gruppo che si riunisce all’Hotel San Paolo di Palermo, formalmente posseduto dal costruttore Gianni Ienna, ma considerato dagli investigatori proprietà dei Graviano e per questo confiscato. È sempre lui, Lalia, che cede il suo cellulare a mafiosi di Misilmeri, il giro di Giovanni Tubato (poi ucciso) e Stefano Benigno (cugino di Lalia, in seguito condannato per le stragi del ‘93).

Le analisi dei traffici telefonici mettono in risalto anche gli intensi rapporti tra Marcello Dell’Utri e un gruppo di imprenditori siciliani attivi a Milano nel settore delle pulizie, capitanati da Natale Sartori e Antonino Currò, arrestati poi nel 1998 a Milano. Il gruppo di Sartori e Currò era a sua volta in strettissimi rapporti con il mafioso Vittorio Mangano, un tempo «stalliere» nella villa di Berlusconi ad Arcore. Un capomafia del peso di Giovanni Brusca ha testimoniato a Palermo che il tramite tra Berlusconi e Cosa nostra, a Milano, sarebbe proprio «un imprenditore nel settore delle pulizie». Chissà, si sono chiesti gli investigatori del caso Sartori-Currò, se ha a che fare con i nostri eroi. Ma per ora quell’imprenditore – ammesso che esista – è rimasto senza volto e senza nome.
Restano soltanto i fili sottili dei rapporti intrecciati, nel momento forse più drammatico della storia italiana del dopoguerra, tra gli uomini di Cosa nostra, i promotori delle leghe, i fondatori di Forza Italia. Che questi contatti ci siano stati è ormai certo. Che cosa si siano detti, quali trattative, quali eventuali promesse si siano fatti non è invece ancora dato di sapere con certezza. Il momento fondativo della cosiddetta Seconda Repubblica resta avvolto nel mistero.

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Codice Technorati – ms5pd9yxiq

E’ necessario che faccia un post col seguente codice per poter usufruire dei servizi di Technorati.
Spiacente per l’inconveniente.

ms5pd9yxiq

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