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	<title>..Livello Successivo.. &#187; L&#8217;Innovatore!</title>
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	<description>...è ora di fare qualcosa!</description>
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		<title>Lampadine e efficienza energetica</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 13:05:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tamahck</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Innovatore!]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Come molti di voi sanno (e purtroppo anche tanti di voi non sanno), il lumen è l&#8217;unità di misura del flusso luminoso.
Quindi, l&#8217;unità di misura più adeguata a misurare l&#8217;efficienza luminosa energetica di una lampadina sembra essere il lumen su Watt (lm/W), ossia lumen per Watt assorbito di energia elettrica&#8230; abbastanza semplice, no?
Beh, cosa voglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come molti di voi sanno (e purtroppo anche tanti di voi non sanno), il <a title="lumen" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lumen" target="_blank">lumen</a> è l&#8217;unità di misura del flusso luminoso.</p>
<p>Quindi, l&#8217;unità di misura più adeguata a misurare l&#8217;<a title="Efficienza luminosa da Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Efficienza_luminosa" target="_blank">efficienza luminosa</a> energetica di una lampadina sembra essere il <strong>lumen su Watt (lm/W)</strong>, ossia lumen per Watt assorbito di energia elettrica&#8230; abbastanza semplice, no?</p>
<p>Beh, cosa voglio dirvi&#8230; semplicemente voglio proporvi una mia ricerca, che ho fatto di recente, per cercare di capire come valutare una lampadina, quando vado a comprarle&#8230; questo perchè spesso ti spacciano le lampadine a basso consumo e, poi, se vai a controllare, consumano quasi come una alogena, che è un tipo di lampadina a incandescenza.<br />
Ma allora, perchè le vendono come lampadine a basso consumo?</p>
<p>Ma perchè il mercato è invaso dalle prime lampadine a basso consumo che avevano prodotto tempo fa&#8230; lampadine che una volta permettevano di consumare meno di una normale lampadina a incandescenza, ma che non erano ancora ottimizzate, tra bulbi e neon&#8230; quindi sono rimaste invendute e ora le trovate in svendita ovunque&#8230;<br />
Badate bene&#8230; sono comunque migliori delle classiche e inefficienti lampadine a tungsteno, ma non aspettatevi rese prodigiose e miracolose, capaci di farvi risparmiare centinaia o addirittura migliaia di euro.</p>
<p>Ma torniamo al succo del post. Vi do un&#8217;infarinatura generale che tutti noi dovremmo avere.<br />
Le lampadine commercializzate attualmente sono:</p>
<ol>
<li><strong>lampade ad incandescenza</strong>, che hanno rese di circa il <em>5%</em>;</li>
<li><strong>lampade a scarica</strong>, con rese intorno al <em>25%</em> di media;</li>
<li><strong>lampade a led</strong>, con rese che possono arrivare al <em>50%</em>.</li>
</ol>
<p>Naturalmente tutte queste lampadine esistono con varie sfaccettature&#8230; sappiate che gli attacchi standard sono 2: <strong>E27</strong>, l&#8217;attacco grande e <strong>E14 </strong>l&#8217;attacco piccolo.<br />
Inoltre, le lampade alogene sono un tipo di lampada ad incandescenza, migliore delle classiche a filamento di tungsteno, mentre le lampade al neon fanno parte delle lampade a scarica.</p>
<p>Ma come funzionano? Non sarò troppo tecnico, anche perchè non ne ho le conoscenze adeguate&#8230;<br />
Le lampade a incandescenza fanno passare il flusso di elettroni in una resistenza di tungsteno, che si scalda e diventa incandescente, illuminando l&#8217;ambiente.<br />
Le lampade a scarica hanno al loro interno un gas che, se investito da un flusso di elettroni, si ionizza ed emette una radiazione che emette luce.<br />
Le lampade a LED (acronimo inglese che vuol dire <em>Light Emitting Diode</em>), sfrutta la capacità di alcuni materiali semi-conduttori che hanno di produrre fotoni (e quindi luce), dalla ricombinazione elettrone/lacuna&#8230; è più difficile scriverlo che capirlo&#8230; il materiale ha una zona ghiotta di elettroni, noi glieli forniamo con la corrente elettrica e questa ricombinazione emette luce!</p>
<p>Dopodichè&#8230; sulle rese&#8230; le lampade a tungsteno, dicevamo, hanno una resa del 5%!!! <strong>E&#8217; assurdo!</strong> 5% convertito in luce e il rimanente 95% disperso sotto forma di calore!!! Fatevi 2 conti&#8230; una lampadina da 100 Watt, vi trasforma 5 Watt in luce e 95 in calore disperso in ambiente&#8230; l&#8217;Enel ci va a nozze&#8230; ma i consumatori? Fatevi furbi!</p>
<p>Per questo la Comunità Europea ha deciso di migliorare l&#8217;efficienza energetica e di bandire le lampadine a incandescenza. A partire dal 1° Settembre 2009 sono bandite in tutta Europa le lampadine ad incandescenza da 100 Watt. Dal 1° settembre 2010 saranno bandite quelle da 75 Watt, dal 1° Settembre 2011 quelle da 60 Watt e dal 1° Settembre 2012 quelle da 25 e 40 Watt. Le alogene cesseranno di essere vendute dal 1° Settembre 2016.<br />
Lo sapevate?</p>
<div style="text-align:center;padding:10px;"><img title="Lampadine e Comunità Europea" alt="Lampadine e Comunità Europea" src="http://lh3.ggpht.com/_NA2154oeF-A/SsihhKmu-wI/AAAAAAAAAeQ/aJbctQBExPw/s400/lampadine-a-fluorescenza-e-incadenscenza-foto-panorama.jpg" /><br />
<i>Lampadine e Comunità Europea</i></div>
<p>Se questa infarinatura non vi basta o semplicemente vi ho incuriosito, vi invito a leggere la pagina di Wikipedia riguardante l&#8217;<a title="Efficienza luminosa da Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Efficienza_luminosa" target="_blank">efficienza luminosa linkata qui</a>. Le rese sono piuttosto diverse, perchè vengono riportate al massimo teorico. Voi ricordatevi sempre qualche numero di riferimento e controllate l&#8217;efficienza come <em>lumen/Watt</em>, quando comprate una lampadina!</p>
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		<title>Gli inceneritori &#8211; Le alternative tra i trattamenti termici (parte 3)</title>
		<link>http://www.livellosuccessivo.it/2009/08/12/gli-inceneritori-le-alternative-tra-i-trattamenti-termici-parte-3/</link>
		<comments>http://www.livellosuccessivo.it/2009/08/12/gli-inceneritori-le-alternative-tra-i-trattamenti-termici-parte-3/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 08:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tamahck</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Innovatore!]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritori]]></category>

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		<description><![CDATA[Una persona un po&#8217; informata sa che ci sono 3 tipologie di impianti termici di smaltimento rifiuti; e l&#8217;incenerimento è si il più semplice da realizzare, ma anche quello a maggiore impatto ambientale e inquinante.
Questi 3 tipi di impianto sono:

inceneritori,
gassificatori (da non confondere con i rigassificatori!) e
pirolizzatori.

Ma ovviamente, non ci sono molti pirolizzatori in giro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una persona un po&#8217; informata sa che ci sono 3 tipologie di impianti termici di smaltimento rifiuti; e l&#8217;incenerimento è si il più semplice da realizzare, ma anche quello a maggiore impatto ambientale e inquinante.<br />
Questi 3 tipi di impianto sono:</p>
<ol>
<li>inceneritori,</li>
<li>gassificatori (da non confondere con i rigassificatori!) e</li>
<li>pirolizzatori.</li>
</ol>
<p>Ma ovviamente, non ci sono molti pirolizzatori in giro perchè chi ha costruito un inceneritore vuole guadagnarci il più possibile prima di cambiare attività e adottare le novità. E inoltre in Italia siamo ancora indietro nella ricerca e sviluppo di questi tipi di impianti e quindi bisognerebbe investire dei soldi o per lo meno trovare degli accordi con aziende estere che già possiedono queste tecnologie.<br />
Ma torniamo a questi 3 tipi di &#8220;termovalorizzatori&#8221;: il primo si basa su una combustione totale di rifiuti ed è quindi l&#8217;impianto a maggior impatto ambientale.<br />
Il secondo si basa su una combustione minima e parziale, combinata alla produzione di gas di sintesi combustibile contenente metano e idrogeno ed è quindi a minor impatto ambientale.<br />
E il terzo si basa solo ed esclusivamente su reazioni di pirolisi che avvengono per termodecomposizione del materiale a temperature comunque più contenute, in ambiente poverissimo o, addirittura, senza ossigeno (e quindi in totale assenza di combustione) e ottenendo gas di pirolisi combustibili, simili a quelli dei gassificatori.<br />
Questa risulta essere, ad ora, la tecnologia meno efficiente dal punto di vista di residui solidi di pirolisi (chiamato char, o bio-char se derivante da biomassa), in termini di peso, ma allo stesso tempo la meno inquinante dal punto di vista delle emissioni.<br />
Purtroppo queste ultime tecnologie, nonostante la gassificazione del carbone fosse una pratica nota e usuale già durante la seconda guerra mondiale, sono state riscoperte solo di recente e, come dicevo sopra, non sono così mature quanto l&#8217;incenerimento, ad ora scelto solo perchè è una tecnologia semplice.<br />
Ma perchè nessuno ne parla, però? Non sono forse questi campi dove spendere in ricerca e sviluppo? E dove vanno invece i finanziamenti, che potrebbero dar da mangiare ai nostri eccellenti scienziati pronti a sviluppare questi processi virtuosi?<br />
Non vogliamo spendere questi 4 soldi in questi processi del futuro? Va bene&#8230; e allora, all&#8217;estero c&#8217;è nessuno che ha raggiunto una buona maturità in uno di questi processi?<br />
Ma porca miseria&#8230; mi scaldo quando parlo o scrivo ste cose&#8230; devo dirle io queste cose a quei vecchi che ci governano, che prendono un sacco di soldi per &#8220;lavorare&#8221; e &#8220;rappresentarci&#8221; (e fare assenteismo!), sempre pronti a farsi vedere in televisione per qualche gettone di presenza o per farsi belli con l&#8217;opinione pubblica, ma che assolutamente non pensano al nostro futuro, ma solo alle loro tasche e a difendere la sedia sulla quale poggiano il culo, senza la alcuna minima conoscenza della tecnologia odierna perchè c&#8217;hanno minimo 70 anni e, 1o chi glielo fa fare a studiarsi e capire processi nuovi e 2o tanto chi se ne frega, perchè tanto creperanno prima di soffocarci nella me*da!</p>
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		<title>Gli inceneritori &#8211; Le alternative al trattamento termico (parte 2)</title>
		<link>http://www.livellosuccessivo.it/2009/08/11/gli-inceneritori-le-alternative-al-trattamento-termico-parte-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 08:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tamahck</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Innovatore!]]></category>
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		<description><![CDATA[Le alternative ci sono, le sappiamo tutti, ma siamo spaventati dai cambiamenti e (VERGOGNA!) siamo troppo pigri!
Io non tratto direttamente questi argomenti, sono un ignorante, ma so di testimonianze che si possono attuare e con ottimi risultati.
Parlo di:

raccolta differenziata porta a porta (perchè tanti di voi sono spaventati da questo? Perchè siete così pigri da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le alternative ci sono, le sappiamo tutti, ma siamo spaventati dai cambiamenti e (VERGOGNA!) siamo troppo pigri!<br />
Io non tratto direttamente questi argomenti, sono un ignorante, ma so di testimonianze che si possono attuare e con ottimi risultati.<br />
Parlo di:</p>
<ol>
<li>raccolta differenziata porta a porta (perchè tanti di voi sono spaventati da questo? Perchè siete così pigri da non volerla fare? Volete che i vostri figli e nipoti vivano fra i rifiuti?);</li>
<li>incentivazione alla riduzione degli imballaggi con sovrattasse alle aziende per gli imballaggi troppo grandi;</li>
<li>controlli e garanzie sull&#8217;acqua da rubinetto (che dev&#8217;essere pubblica, farci risparmiare ed evitare inutili imballaggi e bottiglie di plastica!);</li>
<li>tassazione in base al quantitativo di rifiuti prodotti per incentivare il riutilizzo, il riciclaggio interno e una riduzione dei rifiuti direttamente dal privato;</li>
<li>pannolini lavabili, da vendere a privati e da fornire agli asili;</li>
<li>distributori automatici di bibite e alimenti;</li>
</ol>
<p>&#8230;.. e così via! Sono tutte pratiche che si possono svolgere avendo una riduzione dei costi dei piccoli consumatori e con un enorme beneficio dal punto di vista ambientale!<br />
E pensateci un attimo, se un ignorante come me, in 4 righe scritte quasi senza pensare, tira fuori tutte queste valide alternative, chissà quante ne sa un esperto!<br />
E perchè, siete così spaventati dalla raccolta differenziata? E&#8217; importante iniziare! Umido, plastica, carta, vetro e latta intanto&#8230; che ci vuole? Basta abituarsi&#8230; e poi con la porta a porta non si fa nemmeno la fatica di portarli in discarica! E inoltre è qui che il comune dovrebbe attrezzarsi per rivendere gli scarti alle aziende interessate, e magari con qualche finanziamento e la gestione delle tasse sui rifiuti pagarsi dei dipendenti per gestire la raccolta e magari fornire ai cittadini i sacchetti e i bidoni! Non vedo la difficoltà della cosa&#8230;<br />
Inoltre sapreste immaginarvi il pagare la tassa sui rifiuti in base ai rifiuti prodotti? Non dico grossi sconti, basterebbe qualche euro, altrimenti va a finire che la gente più maleducata e insulsa getta i rifiuti in qualche campo pur di non pagare&#8230; ma funzionerebbe! Le famiglie inizierebbero a boicottare le aziende che fanno imballi enormi, esagerati, per evitare di produrre rifiuti, e inoltre si incentiverebbe il riciclo interno, bottiglie di vetro, tapper&#8230; da piccolo mia mamma mi dava le bottiglie di plastica da tagliare e colorare per fare dei graziosi portapenne.. queste erano cose fantastiche! Le famiglie con un pezzetto di giardino si attrezzerebbero di composter, per evitare di pagare l&#8217;umido.<br />
E infine.. i pannolini lavabili.. anche qui aleggia un velo di dubbio misto a senso di schifezza.. perchè il pensare di lavare i pannolini fa schifo! Ma perchè? Gli si da una sciacquata gettando il più grosso nel water (anche qui ci sarebbe da parlare per ore.. NO all&#8217;acqua potabile per lo sciacquone!) e poi si farà una lavatrice di soli pannolini! Vi fa schifo lavare i fazzoletti di stoffa? Praticamente sono la stessa cosa!<br />
Poi è inevitabile che in una società sempre più americanizzata e consumistica, ci sia qualcosa da smaltire in modo diverso.<br />
Ma è l&#8217;incenerimento il metodo migliore?</p>
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		<item>
		<title>Gli inceneritori &#8211; Ecologici o inquinanti? (parte 1)</title>
		<link>http://www.livellosuccessivo.it/2009/08/10/gli-inceneritori-ecologici-o-inquinanti-parte-1/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 12:01:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tamahck</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Innovatore!]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritori]]></category>

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		<description><![CDATA[Italiani&#8230; vogliamo essere chiari per piacere?
La comunità Europea parla di inceneritori, non ha mai citato, nemmeno una volta, la parola termovalorizzatore.
E allora, perchè i nostri politici ideizzano tanto questo termine?
Semplice, perchè devono cercare di far piacere agli italiani questo tipo di impianti. E&#8217; un po&#8217; come dire che un mitra è un valorizzatore di proiettili, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Italiani&#8230; vogliamo essere chiari per piacere?<br />
La comunità Europea parla di inceneritori, non ha mai citato, nemmeno una volta, la parola termovalorizzatore.<br />
E allora, perchè i nostri politici ideizzano tanto questo termine?<br />
Semplice, perchè devono cercare di far piacere agli italiani questo tipo di impianti. E&#8217; un po&#8217; come dire che un mitra è un valorizzatore di proiettili, o se vogliamo confondere ulteriormente la plebe, un metallovalorizzatore. Cacchio, anche solo a scriverlo viene voglia anche a me di avere un metallovalorizzatore.<br />
Poi c&#8217;è anche da capire una cosa.<br />
Un inceneritore di ultima generazione, progettato e installato ad opera d&#8217;arte, se rispetta tutti i valori limite di emissioni, non è neanche così preoccupante, anzi un impianto che ha i dovuti controlli sarebbe anche una possibile soluzione, anche se economicamente non vantaggiosa. Ma i veri problemi sono:</p>
<ol>
<li>noi italiani non siamo capaci di fare impianti del genere &#8220;ad opera d&#8217;arte&#8221;;</li>
<li>a impianto installato, abbiamo il brutto vizio di bruciare un po&#8217; di tutto, in barba alle emissioni consentite;</li>
<li>non abbiamo una struttura adeguata per garantire dei controlli continui sui livelli di emissione, in termini sia qualitativi che quantitativi (e le malattie respiratorie ringraziano!);</li>
<li>le emissioni degli inceneritori sono dannose per l&#8217;organismo e per l&#8217;ambiente, sicuramente se superano i livelli consentiti (sotto tali livelli ancora non si sa bene in che misura).</li>
</ol>
<p>Inoltre, chi ha definito i livelli di emissione? E in base a cosa? Sono giusti? O sono sovrastimati? E la questione che si era sollevata riguardo le particelle più piccole dei PM10 (le uniche che si stanno guardando e che vanno ad intaccare il sistema respiratorio), le PM1 e inferiori, capaci di penetrare nell&#8217;organismo e di rimanerci per anni, fino a far scoppiare tumori e altro&#8230; è vera? Dove sono le smentite che tanto speravamo di sentire?<br />
Aleggia un velo di disinformazione a riguardo e quasi nessuno sa rispondere a queste domande.<br />
Personalmente, se mi venisse costruito un inceneritore vicino casa, vorrei essere completamente sicuro che l&#8217;esposizione a quelle emissioni 365 giorni all&#8217;anno, per tutti gli anni di vita miei, dell&#8217;inceneritore e della mia famiglia, non rischi di causare nessun danno alla mia famiglia, ne alla mia proprietà.<br />
E chi mi può assicurare una cosa del genere? Naturalmente nessuno&#8230; e va scandalosamente contro ai diritti umani alla vita.<br />
Allora propongo una cosa. Voglio che venga imposto a tutti coloro che sono a favore degli inceneritori, a chi stanzia i fondi e a chi costruisce, di trasferirsi in qualche casa a fianco a questi &#8220;termovalorizzatori&#8221;, con l&#8217;obbligo di risiedere in tal casa con la famiglia a vita.</p>
]]></content:encoded>
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