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Le alternative agli inceneritori e al nucleare

I nostri politicanti fanno finta di non sapere che gli inceneritori sono un suicidio e una fonte di problemi infinita, anzi cercano di smentire e di convincervi che sono necessari, senza informare realmente sulle alternative.

Le alternative sono:
raccolta differenziata (a Verona non si fa ancora, a Villafranca nemmeno… sono tantissimi i comuni che non la fanno ancora!);
impianti di differenziazione della frazione “secca” dei rifiuti (impianti che aiutano a fare la differenziata, sul non-differenziato;
modernizzazione delle centrali elettriche esistenti, che raddoppierebbero la loro produzione di energia elettrica (è vero! dal 30% al 60%!), consumando la metà. Quindi inquinando la metà avremo la stessa energia, bello no? Oppure consumando la stessa quantità avremmo il doppio di energia, leggetelo un po’ come vi pare!;
incentivi alla produzione di energia elettrica localizzata (ossia non con pochi grossi impianti, ma con tanti piccoli impiantini, anche domestici), che siano essi:
1) fotovoltaici elettrici (sole=elettricità),
2) solari termici (sole=calore+acqua calda),
3) eolici (aria=elettricità),
4) geotermici (terreno=calore+acqua calda).
Questi impianti, se incentivati, non costano molto, producono energia elettrica e termica, si ripagano in periodi che vanno da 5 a 15 anni, fanno risparmiare sulle bollette, limitano i consumi, non inquinano e fanno anche guadagnare qualcosina, rivendendo l’energia prodotta in eccesso!

E voi mi direte… ma allora perchè non li fanno tutti?
Perchè non si conoscono, non vengono pubblicizzati perchè le autorità e le amministrazioni ne sono spaventati, perchè se uno si produce l’energia poi non paga più le bollette. Ti immagini quanto risparmiereste se voi non doveste mai più pagare l’ENEL e il GAS?

Non so se lo sapete, ma ora voi date da bere alle piante in giardino con l’acqua potabile e tiri l’acqua del water usando sempre acqua potabile. Perchè, visto che l’acqua potabile costa?
Ci sono impianti di ricircolo e purificazione dell’acqua piovana, che costano poco!, che ti permettono di tirare l’acqua del water con l’acqua piovana purificata (è trasparente e pulita lo stesso!) e inoltre puoi dare da bere al giardino, all’orto e ai campi sempre con quest’acqua, che non ti costa niente, perchè è quella piovana che tu raccogli in un serbatoio! Si potrebbe addirittura utilizzare l’acqua di scarico della lavatrice o della lavastoviglie per il water! Le possibilità sono tantissime!
Con questi impianti si dimezzerebbero i consumi di ACQUA POTABILE, dimezzando così anche quella bolletta…

Senza dover pagare più LUCE e GAS e pagando metà dell’ACQUA, quanto risparmiereste? TANTO… e inquinereste meno, migliorando la qualità dell’aria che vi sta attorno, quindi campando in media più anni.
Ma tutte queste cose non le dico solo io… le dicono milioni di studiosi, ricercatori e tra gli scienziati tra i più importanti al mondo.
Ma quelli che si spacciano per i nostri rappresentanti, che dovrebbero pensare al bene di tutti, non te lo dicono, perchè ci sono troppi interessi dietro.

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L’inefficienza delle centrali nucleari

Per valutare l’efficienza energetica di impianti di produzione di energia elettrica, si usano alcuni indici (tra questi uno si chiama EROI), che valutano l’energia ricavata per unità di energia spesa.
Cosa vuol dire?
In soldoni, si prende un pezzo di carbone, quel carbone è costato tot e per estrarlo c’è stato bisogno di spendere 3 di energia. In una centrale a carbone, riesco ad ottenere 8 di energia…
8-3-(costo+trasporto del materiale)=più o meno 5, quindi è conveniente.
Il discorso non è così semplice, in realtà, ma è un buon esempio per capire come funziona. Inoltre spesso non si tiene conto di emissioni, impatto ambientale, studi epidemiologici sulla salute degli esseri viventi e soprattutto sull’essere umano. Secondo me bisognerebbe dare un valore economico all’inquinamento ambientale, valori di emissioni leggermente inquinanti si paga un po’, valori di emissioni molto inquinanti si paga tantissimo! Così, i cementifici che inquinano moltissimo, più degli inceneritori stessi, diventerebbero fuorilegge e sconvenienti economicamente, quindi si svilupperebbero metodi più efficaci di abbattimento delle polveri e si costruirebbe meno.

Tutto questo per dire cosa?
Riguardo al nucleare, i costi energetici di estrazione dell’uranio-235 (quello usato nelle centrali) supera l’energia che questo materiale radioattivo può dare (non è sempre vero… più o meno in media quello che consumo è quello che posso produrre, che vuol comunque dire che non è efficiente ed è inutile!), senza tener conto che poi non si sa come smaltire le scorie, che ovunque vengano messe inquinano ambiente, terreni, falde acquifere.
Allora voi mi direte, perchè lo estraggono se costa di più estrarlo che usarlo per produrre energia?
Perchè lo estraggono nei paesi poveri, dove mandano qualche negretto a fare il lavoro sporco (e muore anche tanta gente!) e dove l’energia costa poco, per poi trasportarlo nei paesi più ricchi (Italia compresa), dove il ritorno economico è maggiore.
Cioè, sempre in soldoni, lo estraggono nel terzo mondo spendendo 10 kilowatt di energia, ad 1 centesimo al kilowatt per poi ri-trasformarlo in energia nei paesi più ricchi, ottenendo 6/7 kilowatt, che però rivendono a 1 euro al kilowatt… il guadagno è ovvio, come è ovvio che il bilancio energetico è negativo e che energeticamente non conviene! Anche questo discorso andrebbe affrontato meglio, ma questo vuole essere un esempio giusto per capire.

Quindi, il nucleare in Italia è tutta speculazione di soldi pubblici… ci saranno i soliti, Marcegaglia, Impregilo, etc..etc.. che costruiscono impianti che portano ad un impatto ambientale che distruggerà l’Italia, che alzerà i tassi di mortalità per tumore, cancro, per malattie cardiovascolari e respiratorie, solamente per intascarsi qualche milionata di soldi pubblici.

Inoltre, il fabbisogno di Uranio per le centrali esistenti è maggiore dell’Uranio estratto, ad ora. Figuriamoci aggiungendo il fabbisogno di centrali che verranno pronte fra 10 anni! La presenza di uranio-235 al mondo è in declino, abbiamo superato la metà delle scorte mondiali ed ora ce ne sarà sempre meno e costerà sempre di più! Tale tecnologia è morta!!! Inefficiente, costosa e inquinante… le ha tutte per non essere sviluppata e dovremmo tutti ribellarci, anche incatenandoci ai cantieri, chiedendo dialogo con le amministrazioni, chiedendo di finire in televisione a dire quello che i giornali non dicono! Ci spacciano il nucleare come una soluzione, che non è!

Solo per fare un confronto, la Germania, che Dio se la prendi (lo dico solo per invidia, non fraintendetemi!), ha rifatto un sondaggio di recente, e ha oltre i 2 terzi della popolazione che è contraria al nucleare. Hanno fatto un piano energetico riguardante i loro 19 reattori nucleari che prevede lo spegnimento di tutti questi reattori entro il 2021.
Inoltre, Berlino di recente ha dichiarato di voler soddisfare il fabbisogno di tutte le sue utenze private con energia derivante da fonti rinnovabili entro il 2015 e di voler soddisfare il fabbisogno energetico totale della città, comprensivo di centri commerciali e industriali, più “energivore” entro il 2025.
Berlino, una delle metropoli più grandi e importanti di tutta Europa.

E noi Italiani, stiamo pensando al rilancio di inceneritori e nucleare.

In Italia gli impianti medi dell’Enel hanno un efficenza pari al 30%. Vuol dire che prendiamo petrolio che potrebbe produrre 100Kw, ne estraiamo 30 da immettere nella rete e 70 li buttiamo via sotto forma di calore. Gli impianti di ultima generazione, possono produrre fino al 60% di energia elettrica, in coogenerazione con una produzione aggiuntiva in coogenerazione pari al 20/30% di energia termica, da distribuire alle case sotto forma di calore o acqua calda, con rese di punta che possono arrivare quasi al 90%.
Sarebbe interessante, ecologico (meno consumi, meno emissioni), sano (meno emissioni, meno malattie), meno dispendioso (meno consumi, meno spese e maggiori rese) fare riadattamenti di centrali elettriche esistenti per modernizzarle e aumentarne l’efficienza, invece di proporre la costruzione di nuove centrali, tra le quali le nucleari, che sono in assoluto le più problematiche dal punto di vista di un futuro sostenibile.

Ma questo non si dice, perchè bisogna mangiare i soldi pubblici (ossia quelli dei vostri F24, che sperate di ritrovarvi nella pensione, che forse non vedrete mai!), con impianti inefficienti che porteranno malattie e danni all’ambiente… tutto questo solo per fottere qualche milionata di euro statali, ossia soldi nostri, delle nostre tasse… inoltre vorrei ricordare che una centrale nucleare costa qualche MILIARDO di euro, e non semplici milionate… forse con una miglior gestione dei soldi pubblici potremmo ridurre la pressione fiscale italiana, che nel 2009 ha raggiunto il picco massimo storico!

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Gli inceneritori – Le alternative tra i trattamenti termici (parte 3)

Una persona un po’ informata sa che ci sono 3 tipologie di impianti termici di smaltimento rifiuti; e l’incenerimento è si il più semplice da realizzare, ma anche quello a maggiore impatto ambientale e inquinante.
Questi 3 tipi di impianto sono:

  1. inceneritori,
  2. gassificatori (da non confondere con i rigassificatori!) e
  3. pirolizzatori.

Ma ovviamente, non ci sono molti pirolizzatori in giro perchè chi ha costruito un inceneritore vuole guadagnarci il più possibile prima di cambiare attività e adottare le novità. E inoltre in Italia siamo ancora indietro nella ricerca e sviluppo di questi tipi di impianti e quindi bisognerebbe investire dei soldi o per lo meno trovare degli accordi con aziende estere che già possiedono queste tecnologie.
Ma torniamo a questi 3 tipi di “termovalorizzatori”: il primo si basa su una combustione totale di rifiuti ed è quindi l’impianto a maggior impatto ambientale.
Il secondo si basa su una combustione minima e parziale, combinata alla produzione di gas di sintesi combustibile contenente metano e idrogeno ed è quindi a minor impatto ambientale.
E il terzo si basa solo ed esclusivamente su reazioni di pirolisi che avvengono per termodecomposizione del materiale a temperature comunque più contenute, in ambiente poverissimo o, addirittura, senza ossigeno (e quindi in totale assenza di combustione) e ottenendo gas di pirolisi combustibili, simili a quelli dei gassificatori.
Questa risulta essere, ad ora, la tecnologia meno efficiente dal punto di vista di residui solidi di pirolisi (chiamato char, o bio-char se derivante da biomassa), in termini di peso, ma allo stesso tempo la meno inquinante dal punto di vista delle emissioni.
Purtroppo queste ultime tecnologie, nonostante la gassificazione del carbone fosse una pratica nota e usuale già durante la seconda guerra mondiale, sono state riscoperte solo di recente e, come dicevo sopra, non sono così mature quanto l’incenerimento, ad ora scelto solo perchè è una tecnologia semplice.
Ma perchè nessuno ne parla, però? Non sono forse questi campi dove spendere in ricerca e sviluppo? E dove vanno invece i finanziamenti, che potrebbero dar da mangiare ai nostri eccellenti scienziati pronti a sviluppare questi processi virtuosi?
Non vogliamo spendere questi 4 soldi in questi processi del futuro? Va bene… e allora, all’estero c’è nessuno che ha raggiunto una buona maturità in uno di questi processi?
Ma porca miseria… mi scaldo quando parlo o scrivo ste cose… devo dirle io queste cose a quei vecchi che ci governano, che prendono un sacco di soldi per “lavorare” e “rappresentarci” (e fare assenteismo!), sempre pronti a farsi vedere in televisione per qualche gettone di presenza o per farsi belli con l’opinione pubblica, ma che assolutamente non pensano al nostro futuro, ma solo alle loro tasche e a difendere la sedia sulla quale poggiano il culo, senza la alcuna minima conoscenza della tecnologia odierna perchè c’hanno minimo 70 anni e, 1o chi glielo fa fare a studiarsi e capire processi nuovi e 2o tanto chi se ne frega, perchè tanto creperanno prima di soffocarci nella me*da!

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Gli inceneritori – Le alternative al trattamento termico (parte 2)

Le alternative ci sono, le sappiamo tutti, ma siamo spaventati dai cambiamenti e (VERGOGNA!) siamo troppo pigri!
Io non tratto direttamente questi argomenti, sono un ignorante, ma so di testimonianze che si possono attuare e con ottimi risultati.
Parlo di:

  1. raccolta differenziata porta a porta (perchè tanti di voi sono spaventati da questo? Perchè siete così pigri da non volerla fare? Volete che i vostri figli e nipoti vivano fra i rifiuti?);
  2. incentivazione alla riduzione degli imballaggi con sovrattasse alle aziende per gli imballaggi troppo grandi;
  3. controlli e garanzie sull’acqua da rubinetto (che dev’essere pubblica, farci risparmiare ed evitare inutili imballaggi e bottiglie di plastica!);
  4. tassazione in base al quantitativo di rifiuti prodotti per incentivare il riutilizzo, il riciclaggio interno e una riduzione dei rifiuti direttamente dal privato;
  5. pannolini lavabili, da vendere a privati e da fornire agli asili;
  6. distributori automatici di bibite e alimenti;

….. e così via! Sono tutte pratiche che si possono svolgere avendo una riduzione dei costi dei piccoli consumatori e con un enorme beneficio dal punto di vista ambientale!
E pensateci un attimo, se un ignorante come me, in 4 righe scritte quasi senza pensare, tira fuori tutte queste valide alternative, chissà quante ne sa un esperto!
E perchè, siete così spaventati dalla raccolta differenziata? E’ importante iniziare! Umido, plastica, carta, vetro e latta intanto… che ci vuole? Basta abituarsi… e poi con la porta a porta non si fa nemmeno la fatica di portarli in discarica! E inoltre è qui che il comune dovrebbe attrezzarsi per rivendere gli scarti alle aziende interessate, e magari con qualche finanziamento e la gestione delle tasse sui rifiuti pagarsi dei dipendenti per gestire la raccolta e magari fornire ai cittadini i sacchetti e i bidoni! Non vedo la difficoltà della cosa…
Inoltre sapreste immaginarvi il pagare la tassa sui rifiuti in base ai rifiuti prodotti? Non dico grossi sconti, basterebbe qualche euro, altrimenti va a finire che la gente più maleducata e insulsa getta i rifiuti in qualche campo pur di non pagare… ma funzionerebbe! Le famiglie inizierebbero a boicottare le aziende che fanno imballi enormi, esagerati, per evitare di produrre rifiuti, e inoltre si incentiverebbe il riciclo interno, bottiglie di vetro, tapper… da piccolo mia mamma mi dava le bottiglie di plastica da tagliare e colorare per fare dei graziosi portapenne.. queste erano cose fantastiche! Le famiglie con un pezzetto di giardino si attrezzerebbero di composter, per evitare di pagare l’umido.
E infine.. i pannolini lavabili.. anche qui aleggia un velo di dubbio misto a senso di schifezza.. perchè il pensare di lavare i pannolini fa schifo! Ma perchè? Gli si da una sciacquata gettando il più grosso nel water (anche qui ci sarebbe da parlare per ore.. NO all’acqua potabile per lo sciacquone!) e poi si farà una lavatrice di soli pannolini! Vi fa schifo lavare i fazzoletti di stoffa? Praticamente sono la stessa cosa!
Poi è inevitabile che in una società sempre più americanizzata e consumistica, ci sia qualcosa da smaltire in modo diverso.
Ma è l’incenerimento il metodo migliore?

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Gli inceneritori – Ecologici o inquinanti? (parte 1)

Italiani… vogliamo essere chiari per piacere?
La comunità Europea parla di inceneritori, non ha mai citato, nemmeno una volta, la parola termovalorizzatore.
E allora, perchè i nostri politici ideizzano tanto questo termine?
Semplice, perchè devono cercare di far piacere agli italiani questo tipo di impianti. E’ un po’ come dire che un mitra è un valorizzatore di proiettili, o se vogliamo confondere ulteriormente la plebe, un metallovalorizzatore. Cacchio, anche solo a scriverlo viene voglia anche a me di avere un metallovalorizzatore.
Poi c’è anche da capire una cosa.
Un inceneritore di ultima generazione, progettato e installato ad opera d’arte, se rispetta tutti i valori limite di emissioni, non è neanche così preoccupante, anzi un impianto che ha i dovuti controlli sarebbe anche una possibile soluzione, anche se economicamente non vantaggiosa. Ma i veri problemi sono:

  1. noi italiani non siamo capaci di fare impianti del genere “ad opera d’arte”;
  2. a impianto installato, abbiamo il brutto vizio di bruciare un po’ di tutto, in barba alle emissioni consentite;
  3. non abbiamo una struttura adeguata per garantire dei controlli continui sui livelli di emissione, in termini sia qualitativi che quantitativi (e le malattie respiratorie ringraziano!);
  4. le emissioni degli inceneritori sono dannose per l’organismo e per l’ambiente, sicuramente se superano i livelli consentiti (sotto tali livelli ancora non si sa bene in che misura).

Inoltre, chi ha definito i livelli di emissione? E in base a cosa? Sono giusti? O sono sovrastimati? E la questione che si era sollevata riguardo le particelle più piccole dei PM10 (le uniche che si stanno guardando e che vanno ad intaccare il sistema respiratorio), le PM1 e inferiori, capaci di penetrare nell’organismo e di rimanerci per anni, fino a far scoppiare tumori e altro… è vera? Dove sono le smentite che tanto speravamo di sentire?
Aleggia un velo di disinformazione a riguardo e quasi nessuno sa rispondere a queste domande.
Personalmente, se mi venisse costruito un inceneritore vicino casa, vorrei essere completamente sicuro che l’esposizione a quelle emissioni 365 giorni all’anno, per tutti gli anni di vita miei, dell’inceneritore e della mia famiglia, non rischi di causare nessun danno alla mia famiglia, ne alla mia proprietà.
E chi mi può assicurare una cosa del genere? Naturalmente nessuno… e va scandalosamente contro ai diritti umani alla vita.
Allora propongo una cosa. Voglio che venga imposto a tutti coloro che sono a favore degli inceneritori, a chi stanzia i fondi e a chi costruisce, di trasferirsi in qualche casa a fianco a questi “termovalorizzatori”, con l’obbligo di risiedere in tal casa con la famiglia a vita.

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