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RAI, l’altra faccia di Mediaset!

Purtroppo eccomi di nuovo a criticare l’operato statale.
Ricordiamo che la RAI dovrebbe essere la nostra televisione PUBBLICA… come dice qualcun’altro, sono i nostri dipendenti…
Ma allora qualcuno mi spiega perchè la RAI fa tutto e solo quello che dice Berlusconi? L’unica isoletta che ancora cerca di dire la sua in modo indipendente è RAI3 e proprio per questi suoi atteggiamenti “troppo liberi”, eccoci a voler cambiare i vertici al comando della terza rete.
Naturalmente le voci sono molteplici… c’è chi grida al complotto e c’è chi dice si voglia metterle il solito fidato berlusconiano al controllo della rete, per tagliare le gambe anche all’ultima voce fuori dal coro.
Io son stufo di dire e pensare queste cose… però ci sono dei comportamenti che mi lasciano completamente basito…

Intanto, le trasmissioni più seguite e più intelligenti (dico così per eliminare tutta la TV spazzatura contenente i purtroppo troppo seguiti reality anestetizzanti), sono ‘AnnoZero’, ‘Report’ e ‘Ballarò’.
Una delle trasmissioni più di parte e meno informativa della RAI è invece ‘Porta a porta’.
Fantastico, nel giro di un paio di settimane sono state toccate tutte dalle forze oscure della “nuova Propaganda”… come?
Così:

  1. Porta a porta, spostato nel palinsesto per essere trasmesso in prima serata, in onore del lavoro svolto da Berlusconi a L’Aquila;
  2. Ballarò, spostata la data di apertura del programma alla settimana successiva per lasciare più audience possibile alla trasmissione Porta a porta, atta a dimostrare agli italiani che il nostro Superman sta facendo qualcosa di concreto;
  3. Report, eliminata la copertura legale al programma, programma andato in tribunale diverse volte, ma senza mai perdere una sola causa;
  4. AnnoZero, ritardi nello stipulare i contratti con tutti i collaboratori del programma, contratti tra i quali non raffigura ancora Travaglio, che non si sa se parteciperà come collaboratore o come ospite per tutta la serie del programma.

Allora, qualuno mi spiega per cortesia cosa sta succedendo?
La Gabanelli è una persona in gambissima che presenta un programma bellissimo. E’ una giornalista “d’assalto”, chiamata in tribunale diverse volte, ma che non ha mai perso una causa… che gesto è quello di togliere la copertura legale al programma?
Un’intimidazione? Così dovranno pagarsi gli avvocati? Il programma racconta della verità scomoda ed è ovvio che in molti provino a metterli KO con cause legali… perchè non “proteggerli” più, se effettivamente non hanno mai perso una causa?
Sembra un ricatto a non raccontare più le verità scomode…

Santoro è una persona rispettabile, non piace a tutti, ma sta guadagnando un consenso formidabile.
Inoltre il suo programma è uno di quelli che incassa di più di tutti dagli introiti pubblicitari, quindi non ha forse la RAI interesse a mandarlo in onda? Ripetiamo che la RAI è pubblica (o almeno dovrebbe…) e dovrebbe fare i calcoli di quanto guadagna con AnnoZero e di quanto perderebbe nel perdere consensi sul programma… qui qualcosa non va. Sembra quasi come se una forza superiore fosse sfavorevole a questo programma, anch’esso dedito a raccontare verità scomode, e stia pressando per controllare maggiormente il programma, inserendo personaggi fidati e rallentando l’entrata di personaggi scomodi… il programma probabilmente lo avrebbero già chiuso, se avessero potuto… e ci hanno provato! Peccato che Santoro in causa con i vertici RAI deve trasmettere per una sentenza definitiva della Cassazione… gatta ci cova, sempre di più…

Ballarò sinceramente non mi piace moltissimo, ma devo dire che anch’esso, nel suo piccolo, dichiara qualche verità scomoda. Certo non nella misura degli altri programmi, ma nel suo piccolo sembra comunque cercare una sua corrente, talvolta forse pilotata, talvolta in leggera controtendenza… e naturalmente avere un possibile programma concorrente durante la serata dedicata al divinizzare il Presidente del Consiglio, non è benvoluto…

Ma benvoluto da chi? L’unico che ci guadagna qualcosa, sembra essere proprio Berlusoni?! O no?
L’unica persona che potrebbe avere il potere e interesse a far tutte queste cose contemporaneamente sembra proprio essere il nostro Superman!!!
Quindi, secondo me, o sono tutte coincidenze astrali o il nostro Clark Kent ci ha messo lo zampino…
Voi che dite?

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Parla il Berluscones Feltri… è l’ora dell’attacco a Fini!

Preso dal seguente articolo del Giornale… faccio tutte le citazioni del caso… così che possiate andare a trovarvi l’articolo se vi interessa! Proseguiamo…

IL PRESIDENTE FINI E LA STRATEGIA DEL SUICIDIO LENTO

Ultima chiamata per Fini: o cambia rotta o lascia il Pdl

di Vittorio FeltriIl GiornaleLunedì 14 Settembre 2009

cito solo l’ultima parte dell’articolo, dopo aver già “avvisato” il camerata Fini:
“… Non gli è permesso tenere un piede nella maggioranza e uno nell’opposizione.
Deve risolversi subito.
E ricordi che bocciato un Lodo Alfano se ne approva un altro, modificato, e lo si manda immediatamente in vigore.
Ricordi anche che delegare i magistrati a far giustizia politica è un rischio.
Specialmente se le inchieste giudiziarie si basano su teoremi.
Perché oggi tocca al premier, domani potrebbe toccare al presidente della Camera.
È sufficiente – per dire – ripescare un fascicolo del 2000 su faccende a luci rosse riguardanti personaggi di Alleanza nazionale per montare uno scandalo.
Meglio non svegliare il can che dorme.
Inoltre, valuti Fini, che se la Lega si scoccia e ritira la sua delegazione, il voto anticipato è inevitabile.
Allora per lui, in bilico tra destra e sinistra, sarebbe una spiacevole complicazione.”

Vi giuro, che non ho parole… bocciato un Lodo Alfano, se ne fa un altro… minaccie per faccende a luci rosse che sanno solo loro…
Butei, siamo alle asse… ora ditemi voi se il Giornale fa informazione o propaganda politica…

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Berlusconi a L’Aquila! Ciò che non ha fatto!

Mi scuso per la citazione e il furto dell’immagine, ma in questo periodo in cui la RAI è impazzita, togliendo la tutela legale a Report, non rinnovando i contratti con i vari collaboratori di Annozero e Santoro, facendo slittare la partenza di Ballarò e mettendo Porta a Porta con il fotocartaigienico Bruno Vespa…. BRUNO VESPA!!!!!… e tutto questo solo per elogiare il cavaliere e tutti i suoi lavori fatti e svolti a L’Aquila…

Ma vorrei proprio vedere cosa ha fatto a L’Aquila… vai a parlarne ad Annozero e vediamo cosa dici… facile andare da Zerbino Vespa…

Comunque… guardate questa immagine…

Silvio Berlusconi a L'Aquila
Silvio Berlusconi a L’Aquila

L’ho presa da VoglioScendere, da un magnifico articolo di Corrias, che voglio linkare:
http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2329400.html

Buona lettura… guardate quanto ha fatto il vostro amico Silvio…
e diffidate dell’informazione di Vespa… non fa informazione, ma propaganda… o meglio Propaganda Due!

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Lettera aperta al Presidente della Camera dei Deputati – Giancarlo Fini

Ho inviato una mail a Giancarlo Fini.
Se la pensate come me, vi invito a fare altrettanto cliccando qui!
Di seguito il testo della mail che ho mandato… siate liberi di copiare, citare, cambiare o di scrivergli quello che volete!

“Buongiorno Presidente,
le scrivo per darle il mio appoggio nella sua guerra contro Berlusconi.
Purtroppo il Premier non mi rappresenta più.. in tutti i suoi inciuci con la mafia (vedi Previti, Mangano, Dell’Utri, Ciancimino, Gelli, e chi più ne ha più ne metta… comincio a pensare anche a Strano e a Sgarbi con tristezza!), con i suoi family day e al contempo stesso le escort e le minorenni, con il suo dominio dei mezzi d’informazione, con la lotta che non condivido contro Genchi e la magistratura in generale, con il suo falso moralismo, con la sua influenza sul Giornale (fatto strano vista la legge Mammì.. gli stessi Feltri e Bocchino hanno dichiarato che è Silvio l’editore del Giornale e non Paolo, Feltri in un suo articolo, Bocchino alla trasmissione “La zanzara” questa sera su Radio24), la causa Mondadori, la causa per MediaTrade&CO, l’anticostituzionale lodo Alfano (il lodo salva-Berlusconi, anche detto), il processo Mills, i vari falsi in bilancio, etc..etc..etc…..
Ce n’è sempre di più, e siamo sempre di più noi che apriamo gli occhi!
La rete sta crescendo e sta prendendo consapevolezza di se e di quello che gli accade attorno!

Faccia la scelta giusta… solo io conosco almeno una cinquantina di persone che ritengono di essere di destra, ma che non ne possono più di Berlusconi!
Io stesso voto Italia Dei Valori… e mi ritengo di destra! Io ho bisogno di una destra, magari volta al sociale per garantire un benessere agli italiani medi, ma ad ora voto IDV perchè voglio che venga fatta pulizia in politica!
Se lei si distacca da Berlusconi, facendo una sua destra, senza alleanze con PDL, Lega, UDC o PD, ma solo con IDV se fosse necessario, io la voterei! E come me tanti altri! Tanto si sa, destra e sinistra sono morte, non esistono più! Sono concetti ben radicati nella testa dei più ignoranti, ma li smantelleremo presto!

Ci stupisca…

Un cittadino deluso”

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Se telefonando… di Gioacchino Genchi e Gianni Barbacetto

Oggi mi sento di citare l’ultimo post che Gioacchino Genchi scrive sul suo blog… così, giusto per essere un altra persona che ne tiene traccia, se mai dovesse esistere una censura che cancella queste cose è meglio averne più copie e divulgare il tutto più possibile!

Questo era un articolo pubblicato sul Diario di Enrico Deaglio il 21 marzo 2003. Ora è più attuale di allora!

Prima di iniziare… Gioacchino, io sono con te!

Titolo: Se telefonando …

C’è un contatto diretto, nel 1994, tra Silvio Berlusconi
e un uomo al lavoro per costruire il «partito di Cosa nostra».
È emerso al processo palermitano per mafia contro Dell’Utri

di Gianni Barbacetto

C’è stato un contatto telefonico diretto, nel 1994, agli albori di Forza Italia, tra Silvio Berlusconi e un uomo allora impegnato a costruire «il partito di Cosa nostra». Lo ha raccontato un consulente della procura di Palermo, Gioacchino Genchi, in una delle udienze del processo in corso nella città siciliana con imputato Marcello Dell’Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. A telefonare ad Arcore, al numero riservato di Berlusconi, alle ore 18.43 del 4 febbraio 1994, è il principe Domenico Napoleone Orsini.

Esponente dell’aristocrazia nera romana, massone, Orsini è in contatto con il capo della P2 Licio Gelli, che va anche a incontrare a villa Wanda, ad Arezzo. Dopo una gioventù nell’estrema destra neofascista, nei primi anni Novanta Orsini si scopre leghista. Nel novembre 1993 accoglie Umberto Bossi che scende nella Roma ladrona per incontrare i suoi sostenitori nella capitale: si riuniscono nella villa di Trastevere di Gaia Suspisio per una cena e brindisi con Veuve Cliquot, costo politico centomila lire, a cui partecipano, tra gli altri, il giornalista Fabrizio Del Noce, la vedova del fondatore del Tempo Maria Angiolillo e Maria Pia Dell’Utri, moglie di Marcello. Mentre viene servita la crostata di frutta, Bossi si avventura in un comizio di tre quarti d’ora, che si conclude solo quando la brigata si trasferisce al Piper, storica discoteca romana.Orsini si impegna nella Lega Italia federale, articolazione romana della Lega nord. Ma, forte dei contatti con Gelli, lavora per un progetto più ampio: riunire tutti i movimenti «separatisti», tutte le «leghe» nate in quei mesi nel Sud del Paese. Sono per lo più uomini della massoneria a fondare in molte regioni del Sud, dalla Calabria alla Lucania, dalla Puglia alla Sicilia, piccoli gruppi che si ispirano alla Lega di Bossi. I partiti storici, Dc in testa, sono allo sbando, anche per effetto delle inchieste di Mani pulite. Molti lavorano sotto traccia per riempire quel vuoto politico, mentre le stragi del ‘92, in cui muoiono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e del’93, a Firenze, Roma e Milano, destabilizzano il Paese.

Il principe Orsini è tra i più attivi in quei mesi: contatta i notabili che hanno fondato le «leghe del Sud», li riunisce, si offre come loro candidato unico alle elezioni, proponendo la costituzione di un’unica, grande «Lega meridionale», in rapporti ambivalenti con la Lega di Bossi: contrapposizione polemica, dichiarata riscossa del Sud contro il Nord, ma sostanziale alleanza e convergenza d’intenti, nel comune progetto di spezzare e frantumare l’Italia. Nello stesso periodo, qualcun altro era molto attivo negli stessi ambienti. Lo racconta Tullio Cannella, uomo molto vicino al capo militare di Cosa nostra, Leoluca Bagarella, impegnato nelle stragi: «Sin dal 1990-91 c’era un interesse di Cosa nostra a creare movimenti separatisti; erano sorti in tutto il Sud movimenti con varie denominazioni, ma tutti con ispirazioni e finalità separatiste. Questi movimenti avevano una contrapposizione “di facciata” con la Lega nord, ma nella sostanza ne condividevano gli obiettivi. Successivamente, sorgono a Catania il movimento Sicilia libera e in altri luoghi del Sud movimenti analoghi. Tutte queste iniziative nascevano dalla volontà di Cosa nostra di “punire i politici una volta amici”, preparando il terreno a movimenti politici che prevedessero il coinvolgimento diretto di uomini della criminalità organizzata o, meglio, legati alla criminalità, ma “presentabili”». È la mafia che si fa partito: dopo aver constatato l’inutilizzabilità della Democrazia cristiana, che aveva lasciato diventare definitive le condanne al maxiprocesso di Palermo, Totò Riina e i suoi cercano figure «presentabili» per varare in proprio una nuova forza politica.

«Nell’ottobre 1993», continua Cannella, «su incarico di Bagarella costituii a Palermo il movimento Sicilia libera», che apre una sede in via Nicolò Gallo e ha tra i suoi animatori, oltre allo stesso Cannella, anche Vincenzo La Bua. A Catania era nata la Lega Sicilia libera, controllata da Nando Platania e Nino Strano. Programma: la separazione dall’Italia della Sicilia, che doveva diventare «la Singapore del Mediterraneo», con conseguente possibilità di varare leggi più favorevoli a Cosa nostra, bloccare i «pentiti», annullare l’articolo 41 bis dell’ordinamento carcerario che aveva introdotto il carcere duro per i mafiosi, formare in Sicilia una autonoma Corte di cassazione…

I fondatori di «cosa nuova»

Agli uomini di Cosa nostra non sfugge fin dall’inizio che questo progetto è ambizioso e di difficile realizzazione. Per questo si lasciano aperta un’altra possibilità: cercare rapporti e offrire sostegno a nuove forze politiche nazionali che stanno nascendo sulle rovine del vecchio sistema dei partiti. «Le due strategie già coesistevano», racconta Cannella, «e lo stesso Bagarella sapeva della prossima “discesa in campo” di Silvio Berlusconi».

È Forza Italia, dunque, la carta di riserva di Cosa nostra. I suoi uomini sono informati in anticipo, attraverso canali privilegiati, dei programmi di Forza Italia. Li conoscono addirittura prima che il nome Forza Italia sia lanciato da Berlusconi sul mercato della politica. Prosegue infatti Cannella: «Bagarella, tuttavia, non intendeva rinunciare al programma separatista, perché non voleva ripetere “l’errore” di suo cognato (Riina, ndr), cioè dare troppa fiducia ai politici, e voleva, quindi, conservarsi la carta di un movimento politico in cui Cosa nostra fosse presente in prima persona. Inoltre, va detto che vi era un’ampia convergenza tra i progetti, per come si andavano delineando, del nuovo movimento politico capeggiato da Berlusconi e quelli dei movimenti separatisti. Si pensi Si pensi al progetto di fare della Sicilia un porto franco, che era un impegno dei movimenti separatisti e un impegno dei siciliani aderenti a Forza Italia. Si pensi ancora che, all’inizio del 1994, da esponenti della Lega nord (Tempesta, Marchioni e il principe Orsini), con i quali avevo avuto diretti contatti, ero stato notiziato dell’esistenza di trattative fra Bossi e Berlusconi per un apparentamento elettorale e per un futuro accordo di governo che prevedeva, fra l’altro, il federalismo tra gli obiettivi primari da perseguire. Marchioni mi aveva riferito che un parlamentare della Lega nord, questore del Senato, aveva confermato che il futuro movimento, che avrebbe poi preso il nome di Forza Italia, aveva sposato in pieno la tesi federalista».

Giovanni Marchioni, un imprenditore vicino alla Lega Italia federale, l’articolazione romana della Lega nord, ha confermato che i promotori delle «leghe del Sud» si sono riuniti a Lamezia Terme. Erano presenti, tra gli altri, La Bua e Strano per Sicilia libera, oltre ai rappresentanti di Calabria libera, Lucania libera e Campania libera. In questa occasione il principe Orsini si propone come candidato unico del futuro raggruppamento di tutte quelle organizzazioni. Orsini conferma tutto ai magistrati palermitani e ammette «di avere chiaramente intuito il tipo di interessi che Sicilia libera intendeva tutelare», scrivono i magistrati di Palermo, «specialmente dopo che Cannella gli disse esplicitamente che “occorreva tenere un discorso all’Ucciardone per poi perorare la causa del noto 41 bis dell’ordinamento penitenziario”».

Già verso la fine del 1993, comunque, un boss di Cosa nostra impegnato in prima persona nella strategia delle stragi avverte Cannella che quella del movimento separatista non è l’unica via: «Nel corso di un incontro con Filippo Graviano, questi, facendo riferimento al movimento Sicilia libera di cui ero notoriamente promotore, mi disse testualmente: “Ti sei messo in politica, ma perché non lasci stare, visto che c’è chi si cura i politici… Ci sono io che ho rapporti ad alti livelli e ben presto verranno risolti i problemi che ci danno i pentiti». Graviano e, nell’ombra, Bernardo Provenzano, nei mesi seguenti constatano che la strada separatista non è percorribile. È in questo clima che si intrecciano rapporti frenetici tra esponenti delle «leghe» e uomini di Forza Italia.

Gioacchino Genchi è un poliziotto esperto in analisi dei traffici telefonici. Da tempo è in aspettativa dalla Polizia e dal suo ufficio di Palermo pieno di computer svolge il ruolo di consulente per diverse procure italiane. Per quella di Palermo ha analizzato, con i suoi programmi e i suoi data base, i flussi telefonici dei protagonisti della stagione di Sicilia libera. Scoprendo nei tabulati della Telecom e degli altri gestori telefonici una serie di contatti insospettabili.

Quel 4 febbraio 1994

Il giorno chiave è il 4 febbraio 1994. Il principe Orsini alle 10.50 telefona a Stefano Tempesta, esponente leghista vicino a Sicilia libera. Nel primo pomeriggio, alle 15.55, raggiunge al telefono Cannella, l’inviato di Bagarella nella politica. Subito dopo, alle 16.14, chiama la sede di Sicilia libera a Palermo. Alle 18.43 chiama Arcore: il numero è quello riservato a cui risponde Silvio Berlusconi. Immediatamente dopo chiama Marcello Dell’Utri. Alle 19.01 telefona di nuovo a Tempesta, che raggiunge ancora alle 19.20. Nei giorni successivi i contatti di Orsini continuano. Il 7 febbraio 1994, alle 17.34, chiama Sicilia libera. Il giorno dopo parla due volte con Dell’Utri. Il 10 febbraio alle 13.26 telefona a Cesare Previti. Il 14 febbraio contatta ancora Dell’Utri e, alle 16.04, Vittorio Sgarbi.

L’analisi al computer dei tabulati di migliaia di telefonate, naturalmente, non può far conoscere i contenuti dei contatti. Ma rivela i rapporti, le connessioni. Un deputato regionale siciliano dell’Udc, Salvatore Cintola, per esempio, nel periodo tra il 9 ottobre 1993 e il 10 febbraio 1994 chiama 96 volte il cellulare di Tullio Cannella, l’uomo di Sicilia libera. In quei mesi cruciali a cavallo tra il ‘93 e il ‘94 sono molti i contatti tra la sede di Sicilia libera e i numeri della Lega nord, a Roma, a Verona, a Belluno. Poi, quando l’opzione «leghista» tramonta, crescono i rapporti telefonici con uomini di Forza Italia. Gianfranco Micciché, Gaspare Giudice, Pippo Fallica, Salvatore La Porta. E Giovanni Lalia, che di Forza Italia siciliana è uno dei fondatori. È lui che dà vita al club forzista di Misilmeri, che anima il gruppo che si riunisce all’Hotel San Paolo di Palermo, formalmente posseduto dal costruttore Gianni Ienna, ma considerato dagli investigatori proprietà dei Graviano e per questo confiscato. È sempre lui, Lalia, che cede il suo cellulare a mafiosi di Misilmeri, il giro di Giovanni Tubato (poi ucciso) e Stefano Benigno (cugino di Lalia, in seguito condannato per le stragi del ‘93).

Le analisi dei traffici telefonici mettono in risalto anche gli intensi rapporti tra Marcello Dell’Utri e un gruppo di imprenditori siciliani attivi a Milano nel settore delle pulizie, capitanati da Natale Sartori e Antonino Currò, arrestati poi nel 1998 a Milano. Il gruppo di Sartori e Currò era a sua volta in strettissimi rapporti con il mafioso Vittorio Mangano, un tempo «stalliere» nella villa di Berlusconi ad Arcore. Un capomafia del peso di Giovanni Brusca ha testimoniato a Palermo che il tramite tra Berlusconi e Cosa nostra, a Milano, sarebbe proprio «un imprenditore nel settore delle pulizie». Chissà, si sono chiesti gli investigatori del caso Sartori-Currò, se ha a che fare con i nostri eroi. Ma per ora quell’imprenditore – ammesso che esista – è rimasto senza volto e senza nome.
Restano soltanto i fili sottili dei rapporti intrecciati, nel momento forse più drammatico della storia italiana del dopoguerra, tra gli uomini di Cosa nostra, i promotori delle leghe, i fondatori di Forza Italia. Che questi contatti ci siano stati è ormai certo. Che cosa si siano detti, quali trattative, quali eventuali promesse si siano fatti non è invece ancora dato di sapere con certezza. Il momento fondativo della cosiddetta Seconda Repubblica resta avvolto nel mistero.

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Il delirio di Onnipotenza Manifesta del premier

Siamo al delirio più totale. Un delirio di ONNIPOTENZA MANIFESTA!
Berlusconi probabilmente si sente troppo braccato e oramai le denunce, le querele e gli attacchi dai suoi mezzi mediatici (praticamente quasi tutti i mezzi mediatici più importanti del paese) contro i suoi “nemici” sono all’ordine del giorno.

Dopo aver già querelato El Paìs e Repubblica per delle foto, che ritraggono il Premier in situazioni di dubbia moralità e infedeltà nei confronti dell’ex moglie Veronica Lario (che sembrava essere a conoscenza della cosa, anzi sembra ci fosse un accordo ormai decennale di “open marriage”, ossia un matrimonio stile coppia aperta, dove entrambi potevano, nel rispetto dei figli, vivere la loro vita sentimentale e sessuale come più preferivano), pubblicate sul giornale spagnolo e riportate da quello italiano a Giugno, ora fa di più!
Il delirio è totale… In più o meno una settimana ha:

  1. ripristinato Feltri alla direzione de “Il Giornale“, quotidiano di proprietà del fratello e nel quale lui non dovrebbe metter becco, in base alla legge italiana n. 223 del 6 agosto 1990, “Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato“, comunemente conosciuta come legge Mammì dal nome del primo firmatario, gli vieterebbe di possedere un quotidiano in quanto, perderebbe tutte le concessioni televisive;
  2. attaccato la famiglia Agnelli e Moratti… geniale! Attacchiamo i morti e quelli più sporchi, così facciamo vedere che io sono pulito!
  3. richiesto 1 milione di euro per danni alla “Repubblica“, quotidiano di Carlo De Benedetti al quale Silvio Berlusconi ha fregato la Mondadori con una sentenza comprata da Cesare Previti corrompendo il giudice (stabilito dalla Cassazione nel 2007), per le 10 domande che “Repubblica” ha fatto al Premier e pubblicato sulla testata in attesa di avere risposte, mai avute. Lo stesso Berlusconi ha definito il quotidiano così: “Repubblica è un super-partito politico di un editore svizzero con un direttore dichiaratamente evasore fiscale“. Primo, che lui abbia la cittadinanza in Svizzera è noto e non va contro la legge, visto inoltre che con la doppia cittadinanza versa le tasse in Italia; non è mai stato provato che De Benedetti abbia evaso tasse (che io sappia!), anzi a sentir dire quello che dice lui ne ha addirittura pagate di più perchè non si è avvalso di una norma sull’imposta di registro nel 2000. Così io dico: “Ma da che pulpito?”
  4. denunciato in modo analogo, tramite il berluscones avvocato Mavalà Ghedini, il quotidiano spagnolo “El Paìs” (si sapeva già che non scorre buon sangue) e il settimanale francese “Novel Observateur” per gli stessi motivi. Inoltre Ghedini ammonisce di cause per diffamazione anche contro giornali britannici. Attenti voi che date le notizie… attenti…
  5. sparato a zero contro il direttore dell’”AvvenireDino Boffo, tramite il berluscones Feltri appena ripristinato, spolverando lettere anonime e sentenze passate che lo punivano per il reato di molestie, sbandierandone le tendenze sessuali (che non dovrebbero fare notizia in un Paese civile, tantomeno in un quotidiano), per di più in vista della cena con il cardinal Bertone per la Perdonanza in Abruzzo, saltata proprio a causa di queste accuse. Che tempismo perfetto…;
  6. minacciato il Consiglio Europeo, chiedendo le dimissioni di portavoce perchè secondo lui le loro espressioni vengono strumentalizzate. Dice: “Non daremo più il nostro voto, bloccando di fatto il funzionamento del Consiglio Europeo ove non si determini che nessun commissario europeo e nessun portavoce possa intervenire più pubblicamente su nessun tema.” E prosegue: “Chiederò che commissari e portavoce di commissari che continuino nell’andazzo di tutti questi anni vengano dimissionati in maniera definitiva!“… disse il monopolizzatore dell’informazione italiana contro chi gli remava contro… La gaffe del premier, naturalmente, ha subito scatenato le ire di Martin Schulz, capogruppo al parlamento europeo dei socialisti e dei democratici, che ribatte: “Silvio Berlusconi non dovrebbe nemmeno sognarsi di dire all’Ue di stare zitta», afferma. «Facciamo appello alla presidenza Ue e al presidente della Commissione Barroso a reagire immediatamente e personalmente contro questo attacco inaudito alle istituzioni europee»… geniale… semplicemente geniale… ma non è finita qui;
  7. denunciato Antonio Di Pietro, per questa sua dichiarazione rilasciata all’ANSA il 1° Settembre: “Gli accordi di cui parla Silvio Berlusconi non portano beneficio all’Italia in quanto l’Italia è screditata e ogni giorno viene screditata e ridicolizzata di più da questo suo comportamento. Gli accordi con la Libia portano vantaggi solo alle sue saccocce e a quelle dei suoi amici imprenditori i quali vanno a fare affari in Libia alle spalle della credibilità del nostro Paese, alle spalle dei cittadini e di tante persone che vengono trattate come animali dal rais di Tripoli. Berlusconi, invece di fare l’autostrada in Libia, facesse le autostrade e le altre infrastrutture in Italia che ce n’è veramente bisogno“. Che bisogno c’era invece di denunciare Kriptonite Di Pietro, proprio non si capisce…
  8. mandato due citazioni per danni per un totale di due milioni di euro, tramite il legale romano Fabio Lepri, all’”Unità“. Cito direttamente dal sito dell’Unità: “Il capo del governo chiede inoltre la condanna a una pena pecuniaria di 200.000 euro ciascuna per il direttore responsabile Concita De Gregorio, per le giornaliste Natalia Lombardo e Federica Fantozzi, per l’opinionista Maria Novella Oppo e per la scrittrice Silvia Ballestra. La richiesta si riferisce a tutti i servizi dedicati allo scandalo sessuale che ha coinvolto il premier pubblicati sui numeri del 13 luglio e del 6 agosto del quotidiano: gli editoriali del direttore (intitolati “L’etica elastica” e “Iniezioni di fiducia”), i servizi di cronaca e i commenti. I due atti di citazione, lunghi complessivamente 32 pagine, contestano le critiche rivolte al premier a proposito della sua mancata partecipazione a impegni internazionali per la contemporanea partecipazione a incontri con la escort Patrizia D’Addario. Viene anche giudicata diffamatoria la ricostruzione dei rapporti tra gli ambienti vicini al premier e le gerarchie vaticane affinché queste ultime assumessero un atteggiamento indulgente nei confronti del premier. “Diffamatoria”, inoltre, la ricostruzione dei rapporti tra Rai e Mediaset in funzione anti-Murdoch. Viene indicata come lesiva dell’onorabilità del premier l’attribuzione del controllo dell’informazione in Italia e il suo abuso. Contestata pure la citazione di battute di Luciana Littizzetto a proposito dell’utilizzo, da parte del premier, di speciali accorgimenti contro l’impotenza sessuale. “Affermazioni false e lesive dell’onore” del premier del quale, scrive il legale, “hanno leso anche la identità personale presentando l’on. Berlusconi come soggetto che di certo non è, ossia come una persona con problemi di erezione”“. Fantastico… mi viene in mente un bambino offeso col broncio e che batte i piedi… solo che ha a disposizione mezzi legali!

Sfoltita la lista dei nemici di Berlusconi con i relativi provvedimenti atti a zittirli, andiamo avanti con delle dichiarazioni splendide, esilaranti ma scioccanti!
Facciamo riferimento alla decima e ultima domanda di Repubblica, che si riconduceva ovviamente a delle dichiarazioni che aveva lasciato l’ex-moglie Veronica Lario, e riportiamo di seguito la domanda, per meglio comprendere:
10. Alla luce di quanto è emerso in questi due mesi, quali sono, signor presidente, le sue condizioni di salute?
Il premier, dopo l’intervento che dava dell’editore svizzero evasore fiscale a De Benedetti, conclude, in riferimento a questa domanda, così: “Malato? Basterebbe vedere le cose che ho fatto in questi 15 mesi di attività di governo per chiarire che non solo non sono malato, ma che sono Superman. Anzi a me Superman fa ridere…
Non soffermiamoci a queste dichiarazioni, perfavore… e andiamo avanti.
Torniamo sul Giornale, quotidiamo di Berlusconi; sulle accuse di Feltri al direttore dell’Avvenire Dino Boffo, vuole dire la sua anche Gabriele Villa e, forse in un attacco convulsivo di emiliofedismo con un pizzico di feltrinismo, miticizza il nostro amato, credente e praticante Presidente del Consiglio: “Ma le chiacchiere non bastano a crocefiggere una persona. O meglio bastano, sono bastate, solo nel caso di due persone: Gesù Cristo per certi suoi miracoli e, più recentemente, Silvio Berlusconi per certi suoi giri di valzer con signore per la verità molto disponibili.

Ma l’essere disponibili, fa parte del lavoro delle escort, no? Se non fossero disponibili non farebbero le prostitute.

Ma la morale della favola qual’è?
Non lo so… so solo che il premier sta sparando a zero contro tutti, con le sue pallottole giornalistiche e Ghedini&COistiche, che ha dei superpoteri (forse vola pure e gli escono raggi laser dagli occhi!), che è stato crocefisso perchè ha ballato il walzer con delle signorine che ci stavano… e non ho ben capito se è fratello di Gesù e fa i miracoli pure lui…
Un delirio… un vero delirio di ONNIPOTENZA MANIFESTA!

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La Repubblica – Le dieci domande a Silvio Berlusconi e la richiesta di risarcimento

Proprio oggi, Silvio Berlusconi chiama in causa La Repubblica per le 10 domande che lei stessa ha pubblicato apertamente sul quotidiano in attesa di una risposta ufficiale del Premier. Ad ora le domande non hanno avuto risposta alcuna, e La Repubblica si è ostinata a pubblicarle, giorno dopo giorno, sulle sue pagine.

Bene… oggi il nostro “beneamato” UTILIZZATORE FINALE ha chiesto un risarcimento di 1 milione di Euro a La Repubblica per la campagna che è stata fatta contro di lui. E’ giusto secondo voi?

Secondo me suona tanto come ricatto… come monito… cosa volete che gliene freghi ad uno che nel solo 2006 ha dichiarato quasi 140 milioni di euro?
Solo per farvi rendere conto… sono quasi 400.000 Euro al giorno… voi in quanto tempo li prendete? E naturalmente era il dichiarato, già pulito dalle spese…
Inoltre ripeto… era solo il dichiarato… a buon intenditore…

Comunque… quali sono queste domande scandalose che La Repubblica ha fatto apertamente al nostro carissimo Cittadino Berlusconi (in inglese Citizen Berlusconi)?
Le pubblico per voi, in modo che se dovessero sparire, qui ne teniamo traccia:

  1. Quando, signor presidente, ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia?
    Quante volte ha avuto modo d’incontrarla e dove?
    Ha frequentato e frequenta altre minorenni?
  2. Qual è la ragione che l’ha costretta a non dire la verità per due mesi fornendo quattro versioni diverse per la conoscenza di Noemi prima di fare due tardive ammissioni?
  3. Non trova grave, per la democrazia italiana e per la sua leadership, che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di responsabilità politiche le ragazze che la chiamano «papi»?
  4. Lei si è intrattenuto con una prostituta la notte del 4 novembre 2008 e sono decine le “squillo” che, secondo le indagini della magistratura, sono state condotte nelle sue residenze.
    Sapeva che fossero prostitute?
    Se non lo sapeva, è in grado di assicurare che quegli incontri non l’abbiano resa vulnerabile, cioè ricattabile – come le registrazioni di Patrizia D’Addario e le foto di Barbara Montereale dimostrano?
  5. È capitato che “voli di Stato”, senza la sua presenza a bordo, abbiano condotto nelle sue residenze le ospiti delle sue festicciole?
  6. Può dirsi certo che le sue frequentazioni non abbiamo compromesso gli affari di Stato?
    Può rassicurare il Paese e i nostri alleati che nessuna donna, sua ospite, abbia oggi in mano armi di ricatto che ridimensionano la sua autonomia politica, interna e internazionale?
  7. Le sue condotte sono in contraddizione con le sue politiche: lei oggi potrebbe ancora partecipare al Family Day o firmare una legge che punisce il cliente di una prostituta?
  8. Lei ritiene di potersi ancora candidare alla presidenza della Repubblica?
    E, se lo esclude, ritiene che una persona che l’opinione comune considera inadatta al Quirinale, possa adempiere alla funzione di presidente del consiglio?
  9. Lei ha parlato di un «progetto eversivo» che la minaccia.
    Può garantire di non aver usato né di voler usare intelligence e polizie contro testimoni, magistrati, giornalisti?
  10. Alla luce di quanto è emerso in questi due mesi, quali sono, signor presidente, le sue condizioni di salute?

Carissimo Presidente del Consiglio, io mi associo a La Repubblica nel chiederle gentilmente delle risposte. Da libero (più o meno) cittadino, purtroppo obbligato ad essere rappresentato dalla Vostra persona, vorrei che lei ci rispondesse… dovrebbe essere nel diritto di tutti noi sapere cosa lei fa, nel ruolo di nostro rappresentante politico… come giustamente ha anche detto sua figlia in una famosissima intervista! Sua figlia aveva ragione! E non riesco assolutamente a capire come lei abbia fatto a dichiarare di non pentirsi di niente, che lei ha agito come meglio credeva, che lei è una persona magnifica, che crede nella famiglia, che è stato un padre modello…
Come cacchio fa? Non si sente sporco?
Come fa a credere nella famiglia, tradendo sua moglie con delle ragazze molto più giovani di lei, in feste che assomigliano a festini da film pornografico?

Signor Berlusconi, IO NON MI SENTO RAPPRESENTATO DA LEI!

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PD e PDL… la stessa cosa!

Io vedo un attaccamento  smisurato da parte dell’italiano medio al concetto di destra e di sinistra.
Perchè? Se si guardano i programmi elettorali, sono esattamente la stessa cosa.
E la reale distinzione cosa sarebbe? Destra una politica atta al bene del privato, dell’imprenditore e del datore di lavoro, mentre sinistra una politica più sociale, fatta dal basso per il bene dei consumatori e degli operai?
Ascoltate bene quello che i “Vostri” rappresentanti dicono… e chiedetevi se è così e se cambia qualcosa tra destra e sinistra.

Ad ora vedo una differenza sola tra destra e sinistra.
Destra una politica al fine dell’investimento del soldo pubblico in cemento, opere pubbliche, finte risanatorie e controllo dei media (naturalmente il soldo pubblico va investito in aziende filo-governative, comandate da loro stessi o da amici). Sinistra finta opposizione, atta al dir contro (solo qualche volta) all’operato di destra, ma senza far assolutamente niente, anzi ultimamente, con questo clima di “cooperazione di Governo“, PD e PDL si possono dire un unico partito!

Io non credo più al PD, come non credo oramai da tempo al PDL. Sono la stessa cosa, non fanno distinzioni tra destra ne sinistra. Cercano di vendersi come opposizioni, ma fanno i comodi di un Piduista che va a prostitute, che naturalmente da degli zuccherini e dei contentini al PD per tenerne il guinzaglio e la museruola ben stretti.

Se cade questo burattinaio Piduista il palco va allo scatafascio, e i signori di destra e di sinistra lo sanno e per non cadere tutti assieme, ma per continuare a mangiare bellamente cercano di tenerlo su.

Io per ora sto con IDV, unica opposizione che crede ancora nell’AntiMafia… Mafia che credo che sia perfettamente amalgamata coi capi di stato attuali…
Penso però che da soli non ce la faremo mai… è come se una formica minuscola volesse lottare e abbattere un enorme formichiere.
Con le lotte “dal basso” le formiche stanno aumentando, e il formichiere si sta pian pianino ferendo, ma serve qualcosa che dia un colpo preciso e ben assestato a questo sistema mafioso e corrotto. Ma cosa? Come fare per armare di bazooka una formichina?

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Berlusconi sulla difensiva… perchè?

Berlusconi in questi giorni si è accanito, in modo devo dire confuso e non è da lui!, contro RAI3 e il suo TG3, durante una sua intervista.

Afferma che il TG3, TG della RAI, televisione italiana pubblica, finanziata da tutti i cittadini e al servizio dei cittadini stessi (quando gli fa comodo e ai nostri servizi… anche se mi sembra che la voglia ai suoi servizi..), non dovrebbe in alcun modo andare contro il governo con servizi televisivi.
Le sue ragioni, perchè il governo è maggioritario, rappresenta la maggioranza degli italiani e non ha senso che un TG pubblico ne vada contro.

Ma scusa, a parte che la maggioranza te la sei costruita, ha senso togliere voce alle minoranze?
Allora che senso ha fare opposizione? Visto che TU SEI la maggioranza, vietiamo al PD di fare qualunque tipo di opposizione… come? E’ già così?
Ah, già… dimenticavo… quel punto del tuo programma piduista ha già il “flag” affianco.

Ma se volessimo riportare le tue parole a qualche anno fa, l’abusiva Rete4 con il tuo Fido Fede è sempre stata pronta a scagliare “feci” su Prodi e sui suoi predecessori… perchè? Non erano forse governi votati dalla maggioranza? Perchè li si poteva fare?

E poi dici che i giornalisti che avevano scritto e avrebbero scritto riguardo le sue faccende, di donnaccie e di intercettazioni, dovrebbero tutti vergognarsi, perchè sono menzogne… ma quelle telefonate c’erano state, le prove c’erano e qualcuno le ha ascoltate… fino a quando TU le hai fatte distruggere.
Praticamente un monito a RAI3 e a tutti i giornalisti (quei pochissimi che si permettono) che gli vanno contro…

Silvio, dicci la verità, la P2 c’è ancora, vero? Come si chiama ora? Ha un nome?
Da buon PIDUISTA, vuoi il controllo dell’informazione… 6 reti su 7 sono già tue, una stava disobbediendo, ma la stai avvisando… chissà cosa succederà… un tot di testate giornalistiche sono già tue… quante te ne mancano?
L’Italia è scivolata nella classifica dei paesi a informazione semi-libera… cosa vuol dire?
Rete4 è abusiva e quando si deciderà a togliersi da quella frequenza, noi cittadini, dovremmo pagare una multa di quelle esagerate… e perchè? Perchè ti fa comodo una Rete in più… e perchè al suo posto arriverebbe una rete sulla quale non hai controllo e che ha il dente avvelenato nei tuoi confronti. E ora non puoi permettertelo.
Roberto Straniero, in un intervista affianco a Francesco Ventola, chiede delle tutele in più, un diritto che il PDL non vuole concedere e Ventola, forse ingenuamente, gli dice che lui i diritti li ha già… li ha già! E Straniero, meno ingenuamente, dice che lui i diritti li ha in quanto giornalista e che sono diritti che hanno solo deputati e giornalisti…
Ma di cosa parlano? Che diritti hanno deputati e giornalisti che i comuni mortali non hanno? Naturalmente, per riuscire ad avere controllo sulla casta che fa l’informazione italiana Silvio deve aver concesso loro qualcosa… ma cosa?

Ci sarebbe da scriverne qualche libro, come già qualcuno fa.
Ma voglio concludere citando delle parole magnifiche di Roberto Straniero:
Voi, difensori della famiglia di sto ca**o, fate i Family Day… e poi andate a pu**ane!

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