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Barzelletta: La Confessione di Silvio Berlusconi



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San Silvio da Arcore
San Silvio da Arcore

Berlusconi: “Signor parroco, mi vorrei confessare.”
Parroco: “Certo figliolo, qual’è il tuo nome?”
Berlusconi: “Silvio Berlusconi, padre.”
Parroco: “Acc.. Il presidente del Consiglio!?”
Berlusconi: “Si, padre.”
Parroco: “Ascolta, figliolo, credo che il tuo caso richieda una competenza superiore. E’ meglio che ti rechi dal Vescovo.”
Così Berlusconi si presenta dal Vescovo, chiedendogli se può confessarlo.
Vescovo: “Certo, come ti chiami?”
Berlusconi: “Silvio Berlusconi”
Vescovo: “Il presidente del Consiglio? No, caro mio, non ti posso confessare: il tuo è un caso difficile. E’ meglio che tu vada in Vaticano.”
Così Berlusconi và dal Papa.
Berlusconi: “Sua Santità, voglio confessarmi.”
Papa: “Caro figlio mio, come ti chiami?”
Berlusconi: “Silvio Berlusconi”
Papa: “Ahi! Ahi! Ahi! Figliolo! Il tuo caso è molto difficile per me. Guarda qui, sul lato del Vaticano c’è una cappella. Al suo interno troverai una croce. Il Signore ti potrà ascoltare.”
Berlusconi, giunto nella cappella, si rivolge alla Croce: “Signore, voglio confessarmi.”
Gesù: “Certo, figlio mio, come ti chiami?”
Berlusconi: “Silvio Berlusconi.”
Gesù: “Ma chi? Il Presidente del Consiglio?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “L’ex amico di Craxi?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “L’inventore dello scudo fiscale per far rientrare dalle isole Cayman e da Montecarlo tutti i soldi che i tuoi amici hanno sottratto al fisco?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “L’amico dei Neo-Fascisti e Neo-Nazisti, particolare che si è dimenticato di riferire al Congresso americano?”
Berlusconi: “Ehm… si, Signore.”
Gesù: “Quello che ha abbassato dell’1% le tasse dirette e costretto comuni/province/regioni ad aumentare le tasse locali del 45% per tenere aperti asili, trasporti, servizi sociali essenziali?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha ricandidato 13 persone già condannate con sentenza passata in giudicato?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha modificato la legge elettorale in modo che siano le segreterie di partito a scegliere gli eletti e non più i cittadini?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha omesso qualsiasi controllo sull’entrata in vigore dell’Euro permettendo a negozianti e professionisti di raddoppiare i prezzi in barba a pensionati e lavoratori a reddito fisso?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha abolito la tassa di successione per i patrimoni miliardari e subito dopo ha cointestato le sue aziende ai figli?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha quadruplicato il suo patrimonio personale e salvato le sue aziende dalla bancarotta da quando è al governo e che dice che è entrato in politica gratis per il bene degli italiani?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha epurato dalla RAI i personaggi che non gradiva?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha fatto la Ex-Cirielli, la Cirami e la salva-Previti?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha fatto una voragine nei conti dello stato e ha cambiato 3 volte ministro del tesoro?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha dato, a spese degli italiani, il contributo per il decoder digitale per permettere al fratello di fare soldi con una società che li produceva?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha depenalizzato il falso in bilancio ed ha introdotto la galera per chi masterizza i DVD ?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha permesso alla Francia di saccheggiare la BNL e si è fatto prendere a pesci in faccia quando ENEL ha tentato di acquisire una società francese?”
Berlusconi: “Ehm… sono sempre io, Signore.”
Gesù: “Figlio mio, non hai bisogno di confessare. Tu devi solamente ringraziare.”
Berlusconi: “Ringraziare???? E chi, Signore?”
Gesù: “Gli antichi Romani, per avermi inchiodato qui. Altrimenti sarei sceso e t’avrei fatto un cu*o COSI’!!!”

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La creazione del mondo.. e degli italiani!

Si racconta che quando Dio creò il mondo, affinché gli uomini prosperassero, decise di concedere loro due virtù. E così fece:

  • Gli svizzeri li fece ordinati e rispettosi delle leggi
  • Gli inglesi perseveranti e studiosi
  • I giapponesi lavoratori e pazienti
  • I francesi colti e raffinati
  • Gli spagnoli allegri e accoglienti


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Grazie!

Quando arrivò agli italiani si rivolse all’angelo che prendeva nota e gli disse:
“Gli italiani saranno intelligenti, onesti e di Forza Italia“.

Quando terminò con la creazione, l’angelo gli disse:
“Signore hai dato a tutti i popoli due virtù ma agli italiani tre, questo farà sì che prevarranno su tutti gli altri!”

“$%&? miseria! E’ vero! Ma le virtù divine non si possono più togliere… non posso più far niente per evitare che gli italiani abbiano tre virtù!
Però posso fare una cosa! Ogni italiano non potrà averne più di due insieme!”

Fu così che:
L’italiano che è di Forza Italia ed onesto, non può essere intelligente.
Colui che è intelligente e di Forza Italia, non può essere onesto.
E quello che è intelligente e onesto, non può essere di Forza Italia.

Grazie a Dio sono italiano
Grazie a Dio sono italiano

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Anch’io ho il calzino turchese! Solidarietà a Mesiano! (part 2 – Lei!)

Anch'io ho i calzini turchesi!
Anch’io ho i calzini turchesi! Mirate..


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Grazie!

Dopo di me, arriva lei! Il mio splendore!

Ed eccola a voi, coi suoi supersexy calzini turchesi! La stravaganza regna sovrana… dove andremo a finire?

Anch'io ho i calzini turchesi!
Anch’io ho i calzini turchesi! E mi informo..

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Anch’io ho il calzino turchese! Solidarietà a Mesiano! (part 1 – Lui!)

Tutta la nostra solidarietà va a Raimondo Mesiano, pestato mediaticamente dalle proprietà del premier, dopo che lo stesso utilizzatore finale di escort (viva i Family Day…) aveva preannunciato che ne avremmo sentite delle belle!!!

A me la cosa puzza… mi sembra che i deliri del premier non abbiano più fine… che anno, butei!!!

Anch'io ho i calzini turchesi!
Anch’io ho i calzini turchesi!

Devo essere piuttosto stravagante… che scandalo!!! Emmenomale che ho smesso di fumare!!!

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Godo senza Lodo! Rispondo (tardi) all’appello del Gavavenezia!

Rispondo all’appello del grandissimo Gavavenezia, pubblicando e spedendogli la nostra foto relativa all’orgasmo avuto quando abbiamo sentito che il Lodo Alfano era incostituzionale… un brindisi e… CIN CIN!

Godo senza Lodo!
Godo senza Lodo!

La legge è uguale per tutti!

Grande EntaConsulta… colpo di coda dell’Italia che non ci sta e doccia fredda all’utilizzatore finale!

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RAI, l’altra faccia di Mediaset!

Purtroppo eccomi di nuovo a criticare l’operato statale.
Ricordiamo che la RAI dovrebbe essere la nostra televisione PUBBLICA… come dice qualcun’altro, sono i nostri dipendenti…
Ma allora qualcuno mi spiega perchè la RAI fa tutto e solo quello che dice Berlusconi? L’unica isoletta che ancora cerca di dire la sua in modo indipendente è RAI3 e proprio per questi suoi atteggiamenti “troppo liberi”, eccoci a voler cambiare i vertici al comando della terza rete.
Naturalmente le voci sono molteplici… c’è chi grida al complotto e c’è chi dice si voglia metterle il solito fidato berlusconiano al controllo della rete, per tagliare le gambe anche all’ultima voce fuori dal coro.
Io son stufo di dire e pensare queste cose… però ci sono dei comportamenti che mi lasciano completamente basito…

Intanto, le trasmissioni più seguite e più intelligenti (dico così per eliminare tutta la TV spazzatura contenente i purtroppo troppo seguiti reality anestetizzanti), sono ‘AnnoZero’, ‘Report’ e ‘Ballarò’.
Una delle trasmissioni più di parte e meno informativa della RAI è invece ‘Porta a porta’.
Fantastico, nel giro di un paio di settimane sono state toccate tutte dalle forze oscure della “nuova Propaganda”… come?
Così:

  1. Porta a porta, spostato nel palinsesto per essere trasmesso in prima serata, in onore del lavoro svolto da Berlusconi a L’Aquila;
  2. Ballarò, spostata la data di apertura del programma alla settimana successiva per lasciare più audience possibile alla trasmissione Porta a porta, atta a dimostrare agli italiani che il nostro Superman sta facendo qualcosa di concreto;
  3. Report, eliminata la copertura legale al programma, programma andato in tribunale diverse volte, ma senza mai perdere una sola causa;
  4. AnnoZero, ritardi nello stipulare i contratti con tutti i collaboratori del programma, contratti tra i quali non raffigura ancora Travaglio, che non si sa se parteciperà come collaboratore o come ospite per tutta la serie del programma.

Allora, qualuno mi spiega per cortesia cosa sta succedendo?
La Gabanelli è una persona in gambissima che presenta un programma bellissimo. E’ una giornalista “d’assalto”, chiamata in tribunale diverse volte, ma che non ha mai perso una causa… che gesto è quello di togliere la copertura legale al programma?
Un’intimidazione? Così dovranno pagarsi gli avvocati? Il programma racconta della verità scomoda ed è ovvio che in molti provino a metterli KO con cause legali… perchè non “proteggerli” più, se effettivamente non hanno mai perso una causa?
Sembra un ricatto a non raccontare più le verità scomode…

Santoro è una persona rispettabile, non piace a tutti, ma sta guadagnando un consenso formidabile.
Inoltre il suo programma è uno di quelli che incassa di più di tutti dagli introiti pubblicitari, quindi non ha forse la RAI interesse a mandarlo in onda? Ripetiamo che la RAI è pubblica (o almeno dovrebbe…) e dovrebbe fare i calcoli di quanto guadagna con AnnoZero e di quanto perderebbe nel perdere consensi sul programma… qui qualcosa non va. Sembra quasi come se una forza superiore fosse sfavorevole a questo programma, anch’esso dedito a raccontare verità scomode, e stia pressando per controllare maggiormente il programma, inserendo personaggi fidati e rallentando l’entrata di personaggi scomodi… il programma probabilmente lo avrebbero già chiuso, se avessero potuto… e ci hanno provato! Peccato che Santoro in causa con i vertici RAI deve trasmettere per una sentenza definitiva della Cassazione… gatta ci cova, sempre di più…

Ballarò sinceramente non mi piace moltissimo, ma devo dire che anch’esso, nel suo piccolo, dichiara qualche verità scomoda. Certo non nella misura degli altri programmi, ma nel suo piccolo sembra comunque cercare una sua corrente, talvolta forse pilotata, talvolta in leggera controtendenza… e naturalmente avere un possibile programma concorrente durante la serata dedicata al divinizzare il Presidente del Consiglio, non è benvoluto…

Ma benvoluto da chi? L’unico che ci guadagna qualcosa, sembra essere proprio Berlusoni?! O no?
L’unica persona che potrebbe avere il potere e interesse a far tutte queste cose contemporaneamente sembra proprio essere il nostro Superman!!!
Quindi, secondo me, o sono tutte coincidenze astrali o il nostro Clark Kent ci ha messo lo zampino…
Voi che dite?

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Parla il Berluscones Feltri… è l’ora dell’attacco a Fini!

Preso dal seguente articolo del Giornale… faccio tutte le citazioni del caso… così che possiate andare a trovarvi l’articolo se vi interessa! Proseguiamo…

IL PRESIDENTE FINI E LA STRATEGIA DEL SUICIDIO LENTO

Ultima chiamata per Fini: o cambia rotta o lascia il Pdl

di Vittorio FeltriIl GiornaleLunedì 14 Settembre 2009

cito solo l’ultima parte dell’articolo, dopo aver già “avvisato” il camerata Fini:
“… Non gli è permesso tenere un piede nella maggioranza e uno nell’opposizione.
Deve risolversi subito.
E ricordi che bocciato un Lodo Alfano se ne approva un altro, modificato, e lo si manda immediatamente in vigore.
Ricordi anche che delegare i magistrati a far giustizia politica è un rischio.
Specialmente se le inchieste giudiziarie si basano su teoremi.
Perché oggi tocca al premier, domani potrebbe toccare al presidente della Camera.
È sufficiente – per dire – ripescare un fascicolo del 2000 su faccende a luci rosse riguardanti personaggi di Alleanza nazionale per montare uno scandalo.
Meglio non svegliare il can che dorme.
Inoltre, valuti Fini, che se la Lega si scoccia e ritira la sua delegazione, il voto anticipato è inevitabile.
Allora per lui, in bilico tra destra e sinistra, sarebbe una spiacevole complicazione.”

Vi giuro, che non ho parole… bocciato un Lodo Alfano, se ne fa un altro… minaccie per faccende a luci rosse che sanno solo loro…
Butei, siamo alle asse… ora ditemi voi se il Giornale fa informazione o propaganda politica…

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Berlusconi a L’Aquila! Ciò che non ha fatto!

Mi scuso per la citazione e il furto dell’immagine, ma in questo periodo in cui la RAI è impazzita, togliendo la tutela legale a Report, non rinnovando i contratti con i vari collaboratori di Annozero e Santoro, facendo slittare la partenza di Ballarò e mettendo Porta a Porta con il fotocartaigienico Bruno Vespa…. BRUNO VESPA!!!!!… e tutto questo solo per elogiare il cavaliere e tutti i suoi lavori fatti e svolti a L’Aquila…

Ma vorrei proprio vedere cosa ha fatto a L’Aquila… vai a parlarne ad Annozero e vediamo cosa dici… facile andare da Zerbino Vespa…

Comunque… guardate questa immagine…

Silvio Berlusconi a L'Aquila
Silvio Berlusconi a L’Aquila

L’ho presa da VoglioScendere, da un magnifico articolo di Corrias, che voglio linkare:
http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2329400.html

Buona lettura… guardate quanto ha fatto il vostro amico Silvio…
e diffidate dell’informazione di Vespa… non fa informazione, ma propaganda… o meglio Propaganda Due!

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Lettera aperta al Presidente della Camera dei Deputati – Giancarlo Fini

Ho inviato una mail a Giancarlo Fini.
Se la pensate come me, vi invito a fare altrettanto cliccando qui!
Di seguito il testo della mail che ho mandato… siate liberi di copiare, citare, cambiare o di scrivergli quello che volete!

“Buongiorno Presidente,
le scrivo per darle il mio appoggio nella sua guerra contro Berlusconi.
Purtroppo il Premier non mi rappresenta più.. in tutti i suoi inciuci con la mafia (vedi Previti, Mangano, Dell’Utri, Ciancimino, Gelli, e chi più ne ha più ne metta… comincio a pensare anche a Strano e a Sgarbi con tristezza!), con i suoi family day e al contempo stesso le escort e le minorenni, con il suo dominio dei mezzi d’informazione, con la lotta che non condivido contro Genchi e la magistratura in generale, con il suo falso moralismo, con la sua influenza sul Giornale (fatto strano vista la legge Mammì.. gli stessi Feltri e Bocchino hanno dichiarato che è Silvio l’editore del Giornale e non Paolo, Feltri in un suo articolo, Bocchino alla trasmissione “La zanzara” questa sera su Radio24), la causa Mondadori, la causa per MediaTrade&CO, l’anticostituzionale lodo Alfano (il lodo salva-Berlusconi, anche detto), il processo Mills, i vari falsi in bilancio, etc..etc..etc…..
Ce n’è sempre di più, e siamo sempre di più noi che apriamo gli occhi!
La rete sta crescendo e sta prendendo consapevolezza di se e di quello che gli accade attorno!

Faccia la scelta giusta… solo io conosco almeno una cinquantina di persone che ritengono di essere di destra, ma che non ne possono più di Berlusconi!
Io stesso voto Italia Dei Valori… e mi ritengo di destra! Io ho bisogno di una destra, magari volta al sociale per garantire un benessere agli italiani medi, ma ad ora voto IDV perchè voglio che venga fatta pulizia in politica!
Se lei si distacca da Berlusconi, facendo una sua destra, senza alleanze con PDL, Lega, UDC o PD, ma solo con IDV se fosse necessario, io la voterei! E come me tanti altri! Tanto si sa, destra e sinistra sono morte, non esistono più! Sono concetti ben radicati nella testa dei più ignoranti, ma li smantelleremo presto!

Ci stupisca…

Un cittadino deluso”

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Se telefonando… di Gioacchino Genchi e Gianni Barbacetto

Oggi mi sento di citare l’ultimo post che Gioacchino Genchi scrive sul suo blog… così, giusto per essere un altra persona che ne tiene traccia, se mai dovesse esistere una censura che cancella queste cose è meglio averne più copie e divulgare il tutto più possibile!

Questo era un articolo pubblicato sul Diario di Enrico Deaglio il 21 marzo 2003. Ora è più attuale di allora!

Prima di iniziare… Gioacchino, io sono con te!

Titolo: Se telefonando …

C’è un contatto diretto, nel 1994, tra Silvio Berlusconi
e un uomo al lavoro per costruire il «partito di Cosa nostra».
È emerso al processo palermitano per mafia contro Dell’Utri

di Gianni Barbacetto

C’è stato un contatto telefonico diretto, nel 1994, agli albori di Forza Italia, tra Silvio Berlusconi e un uomo allora impegnato a costruire «il partito di Cosa nostra». Lo ha raccontato un consulente della procura di Palermo, Gioacchino Genchi, in una delle udienze del processo in corso nella città siciliana con imputato Marcello Dell’Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. A telefonare ad Arcore, al numero riservato di Berlusconi, alle ore 18.43 del 4 febbraio 1994, è il principe Domenico Napoleone Orsini.

Esponente dell’aristocrazia nera romana, massone, Orsini è in contatto con il capo della P2 Licio Gelli, che va anche a incontrare a villa Wanda, ad Arezzo. Dopo una gioventù nell’estrema destra neofascista, nei primi anni Novanta Orsini si scopre leghista. Nel novembre 1993 accoglie Umberto Bossi che scende nella Roma ladrona per incontrare i suoi sostenitori nella capitale: si riuniscono nella villa di Trastevere di Gaia Suspisio per una cena e brindisi con Veuve Cliquot, costo politico centomila lire, a cui partecipano, tra gli altri, il giornalista Fabrizio Del Noce, la vedova del fondatore del Tempo Maria Angiolillo e Maria Pia Dell’Utri, moglie di Marcello. Mentre viene servita la crostata di frutta, Bossi si avventura in un comizio di tre quarti d’ora, che si conclude solo quando la brigata si trasferisce al Piper, storica discoteca romana.Orsini si impegna nella Lega Italia federale, articolazione romana della Lega nord. Ma, forte dei contatti con Gelli, lavora per un progetto più ampio: riunire tutti i movimenti «separatisti», tutte le «leghe» nate in quei mesi nel Sud del Paese. Sono per lo più uomini della massoneria a fondare in molte regioni del Sud, dalla Calabria alla Lucania, dalla Puglia alla Sicilia, piccoli gruppi che si ispirano alla Lega di Bossi. I partiti storici, Dc in testa, sono allo sbando, anche per effetto delle inchieste di Mani pulite. Molti lavorano sotto traccia per riempire quel vuoto politico, mentre le stragi del ‘92, in cui muoiono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e del’93, a Firenze, Roma e Milano, destabilizzano il Paese.

Il principe Orsini è tra i più attivi in quei mesi: contatta i notabili che hanno fondato le «leghe del Sud», li riunisce, si offre come loro candidato unico alle elezioni, proponendo la costituzione di un’unica, grande «Lega meridionale», in rapporti ambivalenti con la Lega di Bossi: contrapposizione polemica, dichiarata riscossa del Sud contro il Nord, ma sostanziale alleanza e convergenza d’intenti, nel comune progetto di spezzare e frantumare l’Italia. Nello stesso periodo, qualcun altro era molto attivo negli stessi ambienti. Lo racconta Tullio Cannella, uomo molto vicino al capo militare di Cosa nostra, Leoluca Bagarella, impegnato nelle stragi: «Sin dal 1990-91 c’era un interesse di Cosa nostra a creare movimenti separatisti; erano sorti in tutto il Sud movimenti con varie denominazioni, ma tutti con ispirazioni e finalità separatiste. Questi movimenti avevano una contrapposizione “di facciata” con la Lega nord, ma nella sostanza ne condividevano gli obiettivi. Successivamente, sorgono a Catania il movimento Sicilia libera e in altri luoghi del Sud movimenti analoghi. Tutte queste iniziative nascevano dalla volontà di Cosa nostra di “punire i politici una volta amici”, preparando il terreno a movimenti politici che prevedessero il coinvolgimento diretto di uomini della criminalità organizzata o, meglio, legati alla criminalità, ma “presentabili”». È la mafia che si fa partito: dopo aver constatato l’inutilizzabilità della Democrazia cristiana, che aveva lasciato diventare definitive le condanne al maxiprocesso di Palermo, Totò Riina e i suoi cercano figure «presentabili» per varare in proprio una nuova forza politica.

«Nell’ottobre 1993», continua Cannella, «su incarico di Bagarella costituii a Palermo il movimento Sicilia libera», che apre una sede in via Nicolò Gallo e ha tra i suoi animatori, oltre allo stesso Cannella, anche Vincenzo La Bua. A Catania era nata la Lega Sicilia libera, controllata da Nando Platania e Nino Strano. Programma: la separazione dall’Italia della Sicilia, che doveva diventare «la Singapore del Mediterraneo», con conseguente possibilità di varare leggi più favorevoli a Cosa nostra, bloccare i «pentiti», annullare l’articolo 41 bis dell’ordinamento carcerario che aveva introdotto il carcere duro per i mafiosi, formare in Sicilia una autonoma Corte di cassazione…

I fondatori di «cosa nuova»

Agli uomini di Cosa nostra non sfugge fin dall’inizio che questo progetto è ambizioso e di difficile realizzazione. Per questo si lasciano aperta un’altra possibilità: cercare rapporti e offrire sostegno a nuove forze politiche nazionali che stanno nascendo sulle rovine del vecchio sistema dei partiti. «Le due strategie già coesistevano», racconta Cannella, «e lo stesso Bagarella sapeva della prossima “discesa in campo” di Silvio Berlusconi».

È Forza Italia, dunque, la carta di riserva di Cosa nostra. I suoi uomini sono informati in anticipo, attraverso canali privilegiati, dei programmi di Forza Italia. Li conoscono addirittura prima che il nome Forza Italia sia lanciato da Berlusconi sul mercato della politica. Prosegue infatti Cannella: «Bagarella, tuttavia, non intendeva rinunciare al programma separatista, perché non voleva ripetere “l’errore” di suo cognato (Riina, ndr), cioè dare troppa fiducia ai politici, e voleva, quindi, conservarsi la carta di un movimento politico in cui Cosa nostra fosse presente in prima persona. Inoltre, va detto che vi era un’ampia convergenza tra i progetti, per come si andavano delineando, del nuovo movimento politico capeggiato da Berlusconi e quelli dei movimenti separatisti. Si pensi Si pensi al progetto di fare della Sicilia un porto franco, che era un impegno dei movimenti separatisti e un impegno dei siciliani aderenti a Forza Italia. Si pensi ancora che, all’inizio del 1994, da esponenti della Lega nord (Tempesta, Marchioni e il principe Orsini), con i quali avevo avuto diretti contatti, ero stato notiziato dell’esistenza di trattative fra Bossi e Berlusconi per un apparentamento elettorale e per un futuro accordo di governo che prevedeva, fra l’altro, il federalismo tra gli obiettivi primari da perseguire. Marchioni mi aveva riferito che un parlamentare della Lega nord, questore del Senato, aveva confermato che il futuro movimento, che avrebbe poi preso il nome di Forza Italia, aveva sposato in pieno la tesi federalista».

Giovanni Marchioni, un imprenditore vicino alla Lega Italia federale, l’articolazione romana della Lega nord, ha confermato che i promotori delle «leghe del Sud» si sono riuniti a Lamezia Terme. Erano presenti, tra gli altri, La Bua e Strano per Sicilia libera, oltre ai rappresentanti di Calabria libera, Lucania libera e Campania libera. In questa occasione il principe Orsini si propone come candidato unico del futuro raggruppamento di tutte quelle organizzazioni. Orsini conferma tutto ai magistrati palermitani e ammette «di avere chiaramente intuito il tipo di interessi che Sicilia libera intendeva tutelare», scrivono i magistrati di Palermo, «specialmente dopo che Cannella gli disse esplicitamente che “occorreva tenere un discorso all’Ucciardone per poi perorare la causa del noto 41 bis dell’ordinamento penitenziario”».

Già verso la fine del 1993, comunque, un boss di Cosa nostra impegnato in prima persona nella strategia delle stragi avverte Cannella che quella del movimento separatista non è l’unica via: «Nel corso di un incontro con Filippo Graviano, questi, facendo riferimento al movimento Sicilia libera di cui ero notoriamente promotore, mi disse testualmente: “Ti sei messo in politica, ma perché non lasci stare, visto che c’è chi si cura i politici… Ci sono io che ho rapporti ad alti livelli e ben presto verranno risolti i problemi che ci danno i pentiti». Graviano e, nell’ombra, Bernardo Provenzano, nei mesi seguenti constatano che la strada separatista non è percorribile. È in questo clima che si intrecciano rapporti frenetici tra esponenti delle «leghe» e uomini di Forza Italia.

Gioacchino Genchi è un poliziotto esperto in analisi dei traffici telefonici. Da tempo è in aspettativa dalla Polizia e dal suo ufficio di Palermo pieno di computer svolge il ruolo di consulente per diverse procure italiane. Per quella di Palermo ha analizzato, con i suoi programmi e i suoi data base, i flussi telefonici dei protagonisti della stagione di Sicilia libera. Scoprendo nei tabulati della Telecom e degli altri gestori telefonici una serie di contatti insospettabili.

Quel 4 febbraio 1994

Il giorno chiave è il 4 febbraio 1994. Il principe Orsini alle 10.50 telefona a Stefano Tempesta, esponente leghista vicino a Sicilia libera. Nel primo pomeriggio, alle 15.55, raggiunge al telefono Cannella, l’inviato di Bagarella nella politica. Subito dopo, alle 16.14, chiama la sede di Sicilia libera a Palermo. Alle 18.43 chiama Arcore: il numero è quello riservato a cui risponde Silvio Berlusconi. Immediatamente dopo chiama Marcello Dell’Utri. Alle 19.01 telefona di nuovo a Tempesta, che raggiunge ancora alle 19.20. Nei giorni successivi i contatti di Orsini continuano. Il 7 febbraio 1994, alle 17.34, chiama Sicilia libera. Il giorno dopo parla due volte con Dell’Utri. Il 10 febbraio alle 13.26 telefona a Cesare Previti. Il 14 febbraio contatta ancora Dell’Utri e, alle 16.04, Vittorio Sgarbi.

L’analisi al computer dei tabulati di migliaia di telefonate, naturalmente, non può far conoscere i contenuti dei contatti. Ma rivela i rapporti, le connessioni. Un deputato regionale siciliano dell’Udc, Salvatore Cintola, per esempio, nel periodo tra il 9 ottobre 1993 e il 10 febbraio 1994 chiama 96 volte il cellulare di Tullio Cannella, l’uomo di Sicilia libera. In quei mesi cruciali a cavallo tra il ‘93 e il ‘94 sono molti i contatti tra la sede di Sicilia libera e i numeri della Lega nord, a Roma, a Verona, a Belluno. Poi, quando l’opzione «leghista» tramonta, crescono i rapporti telefonici con uomini di Forza Italia. Gianfranco Micciché, Gaspare Giudice, Pippo Fallica, Salvatore La Porta. E Giovanni Lalia, che di Forza Italia siciliana è uno dei fondatori. È lui che dà vita al club forzista di Misilmeri, che anima il gruppo che si riunisce all’Hotel San Paolo di Palermo, formalmente posseduto dal costruttore Gianni Ienna, ma considerato dagli investigatori proprietà dei Graviano e per questo confiscato. È sempre lui, Lalia, che cede il suo cellulare a mafiosi di Misilmeri, il giro di Giovanni Tubato (poi ucciso) e Stefano Benigno (cugino di Lalia, in seguito condannato per le stragi del ‘93).

Le analisi dei traffici telefonici mettono in risalto anche gli intensi rapporti tra Marcello Dell’Utri e un gruppo di imprenditori siciliani attivi a Milano nel settore delle pulizie, capitanati da Natale Sartori e Antonino Currò, arrestati poi nel 1998 a Milano. Il gruppo di Sartori e Currò era a sua volta in strettissimi rapporti con il mafioso Vittorio Mangano, un tempo «stalliere» nella villa di Berlusconi ad Arcore. Un capomafia del peso di Giovanni Brusca ha testimoniato a Palermo che il tramite tra Berlusconi e Cosa nostra, a Milano, sarebbe proprio «un imprenditore nel settore delle pulizie». Chissà, si sono chiesti gli investigatori del caso Sartori-Currò, se ha a che fare con i nostri eroi. Ma per ora quell’imprenditore – ammesso che esista – è rimasto senza volto e senza nome.
Restano soltanto i fili sottili dei rapporti intrecciati, nel momento forse più drammatico della storia italiana del dopoguerra, tra gli uomini di Cosa nostra, i promotori delle leghe, i fondatori di Forza Italia. Che questi contatti ci siano stati è ormai certo. Che cosa si siano detti, quali trattative, quali eventuali promesse si siano fatti non è invece ancora dato di sapere con certezza. Il momento fondativo della cosiddetta Seconda Repubblica resta avvolto nel mistero.

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